La riforma della Buona Scuola arriva in Alto Adige

Pubblicato il 17 Gennaio 2017 in Culture, Territorio

buona scuola  

Approda infine anche nelle scuole di lingua italiana della provincia di Bolzano la ricezione de La Buona Scuola della legge 107, introdotta nel luglio 2015, ed ora arricchita dai decreti applicativi appena emanati dal governo in carica. Si tratta dell’adeguamento di nuovi aspetti di ordinamento che si collegano direttamente anche alla riforma dell’esame di Stato prevista in vigore dalla sessione del 2018: il più importante è quello dell’alternanza scuola-lavoro, nuovo istituto che tende a modificare notevolmente le pratiche scolastiche nelle scuole del secondo ciclo.

La Legge 107 sulla Buona Scuola ha sviluppato, infatti,  l’offerta formativa inserendo la pratica dell’alternanza scuola-lavoro nel curriculum scolastico: le esperienze di alternanza, durante l’anno e durante l’estate, contribuiscono ad attuare modalità di apprendimento flessibili ed equivalenti sotto il profilo culturale ed educativo agli esiti dei percorsi disciplinari del secondo ciclo, e collegano la formazione in aula con l’esperienza pratica. Nel triennio  gli indirizzi tecnici e professionali si misurano con 400 ore complessive di esperienza col mondo del lavoro fra stage, impresa simulata, azioni di affiancamento ed informazioni: 200 ore invece per i licei, che si trovano a mettersi in relazione con le professioni, ma anche il mondo cooperativo e del terzo settore. Dall’estate 2018 l’attività dell’alternanza sarà anche oggetto della prova d’esame, nel contesto del colloquio, e costituirà una parte imprescindibile della carriera scolastica.

La scuola del II ciclo si dichiara quindi un laboratorio aperto alla realtà del mondo in cui è inserita, e con strumenti e modi diversi, dai professionali, ai tecnici, fino ai licei, attiva processi di innovazione, nel metodo di insegnamento e apprendimento e nelle modalità organizzative del lavoro scolastico. Negli ultimi anni si è assistito, infatti, ad un vero e proprio cambiamento di orizzonte di riferimento nella didattica: dalla scuola del programma, centrato sui contenuti, si è passati alla scuola del curricolo per competenze, con un conseguente cambiamento radicale in termini di finalità, obiettivi e modalità per raggiungerli. Al centro del processo di apprendimento si viene a trovare lo studente, e il docente assume un ruolo di fondamentale mediatore dei contenuti, regista e facilitatore dei processi, mirati allo sviluppo di competenze.

La Buona Scuola sui corsi serali

Significative le novità anche sul piano dei percorsi serali sempre nel secondo ciclo: dopo un lungo periodo di transizione, si è giunti a ridefinire e riordinare il sistema dei serali, adeguando anche qui la normativa al Decreto Interministeriale del 12 marzo 2015, ma soprattutto al DPR 263 del 2012. Dal prossimo anno viene creata una rete fra le scuole che intendano avviare corsi serali, con una distribuzione delle risorse che viene condivisa fra i diversi soggetti della rete, ed una centralità delle carriere individuali delle persone, posta al centro dell’azione formativa, con la valorizzazione anche qui delle competenze formali e non formali acquisite nel proprio percorso e storia scolastica e relazionale o professionale.

«Sono importanti novità – commenta l’Assessore alla Scuola, casa e cultura Christian Tommasini – che ho sostenuto e in cui credo, perché ci portano nella direzione giusta di una maggiore consapevolezza che gli strumenti del sapere, le competenze che costituiscono il nostro bagaglio individuale, rappresentano la vera ricchezza di ciascuno. Sapere e saper fare, costruire spazi di relazione e comunicazione fra le persone, soprattutto fra culture e lingue diverse, questo è il quadro che cerchiamo di andare a definire, e la scuola ne è il sostegno di fondo, la base senza la quale diventa impossibile qualunque progetto di trasformazione e organizzazione della realtà».

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