Kurt Moser, il fotografo che immortala le Dolomiti con un vecchio camion militare russo

Pubblicato il 7 Novembre 2016 in Innovazione

 

Trasformare un vecchio camion militare russo Ural 6X6 in una grande macchina fotografica per immortalare le Dolomiti con l’antica tecnica dell’ambrotipia, capace di catturare luce “invisibile” all’occhio umano. È l’idea del fotografo e cameraman altoatesino Kurt Moser che dopo aver lavorato per 30 anni in giro per il mondo per le maggiori televisioni internazionali, ha deciso di tornare in Alto Adige e realizzare quest’innovativo progetto artistico.

«Volevo fotografare le Dolomiti in modo diverso da come si vedono nelle tipiche cartoline postali, spesso piene di colori effervescenti – spiega il fotografo – ho riscoperto l’ambrotipia e ho scelto questa tecnica perché mi permette di realizzare delle immagini più vicine a come io vedo le Dolomiti, saranno immagini molto particolari, di ottima qualità, uniche e senza tempo».
L’ambrotipia è una tecnica di fine ‘800. Le fotografie vengono prodotte su lastre di vetro nero. Le immagini sono molto diverse da quelle digitali di oggi e non sono riproducibili.

Kurt Moser, oltre 50mila euro con il crowdfunding

Per finanziare una parte del suo progetto, che si chiama “lightcatcher”, “cacciatore di luce” Moser ha lanciato una campagna di crowdfunding sul sito kickstarter con l’obiettivo di raccogliere entro il 9 novembre almeno 50mila euro, ossia 1/3 del costo della trasformazione del camion in macchina fotografica e camera oscura, trasformazione che sarà poi finanziata per i restanti 2/3 dagli sponsor. La raccolta fondi, organizzata assieme alla project manager Barbara Holzknechtha avuto successo e l’ideatore e l’organizzatrice hanno superato l’obiettivo prefissato di 50mila euro. «La raccolta fondi va avanti e  siamo contentissimi perché il supporto che abbiamo ricevuto dai privati e la visibilità data dai media ci ha permesso di acquistare la fiducia degli sponsor», spiega Moser. A lavoro concluso le fotografie verranno esposte in giro per il mondo. “Il primo ad accoglierle sarà il museo di fotografia Helmut Newton di Berlino”, annuncia Barbara Holzknecht.

Appena ottenuti i finanziamenti inizierà la fase di trasformazione del camion, che durerà quattro mesi. L’Ural sarà tenuto com’è all’esterno, ma verrà completamente trasformato all’interno. Nella parte posteriore ci sarà un’apertura per istallare l’obiettivo, un raro 1.780 mm della Nikon. L’interno del camion sarà trasformato in camera oscura per produrre subito le foto, infatti la tecnica dell’ambrotipia richiede che le immagini siano sviluppate sulle lastre di vetro nei cinque minuti successivi allo scatto. Verrà poi cambiato il motore e installato un impianto elettrico e di stabilizzazione.

Kurt Moser e Barbara Holzknecht sperano di partire con il camion per realizzare le prime opere entro l’estate 2017 e andare avanti durante tutto l’anno successivo per realizzare immagini delle dolomiti in tutte le stagioni.

Per realizzare le foto e cogliere la luce migliore il fotografo resterà in alta montagna per diversi giorni, vivendo all’interno del camion. «Nel camion metterò un letto e non mancherà una macchinetta del caffè – scherza Moser e conclude – oltre al prodotto finale, realizzare le foto sarà un’esperienza unica, un’avventura».

Anna Saccoccio

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