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La casa bioclimatica, seminario a Klimahouse

Pubblicato il 25 Gennaio 2019 in Innovazione

klimahouse  

Casa e natura? Ma chi l’ha detto che non si può? Casa e Natura, Architettura e Design si sposano al paesaggio: un dialogo tra Ecologia, Progetto e Contesto, e a Klimahosue tra Architettura, Natura e Tecnologie del futuro. Nell’ambito dei seminari di studio e ricerca che Klimahouse organizza ogni anno, è in programma per sabato 26 gennaio 2019, dalle ore 10.00 alle ore 13.00 presso la sala Cevedale all’interno dei padiglioni della fiera, un incontro dedicato ad architetti, studenti, operatori e aziende interessati al delicato e importante rapporto tra architettura, design e clima.

 La casa bioclimatica

Il tema della casa bioclimatica, come sappiamo, non è un’invenzione di questi anni. Già a partire dal 1920, è stato affrontato da coraggiosi architetti modernisti che hanno avviato ricerche interessanti su questo importante tema progettuale. Dalla Ville Savoye di Le Corbusier, nei pressi di Parigi, alla “Casa palafitta” di Figini e Pollini a Milano, fino alla Villa Malaparte a Capri: il tetto terrazzo ha rappresentato la conquista di un dialogo tra architettura, clima, ambiente, illuminazione naturale e soleggiamento che ha visto la sostituzione del tetto tradizionale con il moderno tetto giardino. Un percorso che è riuscito a fondere insieme architetture originali con invenzioni tecnologiche d’avanguardia.

Ed è proprio in una regione dalle radici e dal patrimonio fortemente improntati su questi elementi, che in occasione della prossima edizione di Klimahouse, con la cura scientifica del professor Pino Scaglione, del DICAM –Dipartimento di Ingegneria Ambientale, Meccanica di Trento, e la collaborazione di varie università italiane e straniere, organizza per il secondo anno, il seminario “Stanze a cielo aperto”. Un titolo suggestivo ed evocativo, presentato in occasione i Klimahouse 2018, che nasce dalla volontà di recuperare il tema legato all’importante esperienza culturale che parte dagli anni del Razionalismo italiano e va avanti fino ai nostri giorni, con numerose ricerche e sperimentazioni originali.

Terragni, Figini e Pollini, Giò Ponti, Le Corbusier, André Lurçat: gli anni Trenta hanno visto passare alla storia architetti provenienti da contesti differenti ma accomunati dalla medesima cultura sperimentale che li ha portati a sviluppare una radicale trasformazione del tema dell’abitare. Scopo dell’incontro è quindi offrire rinnovati spunti al dibattito sul delicato rapporto tra il costruire e le nuove tecnologie, l’abitare e le condizioni della natura, un tema più che mai cruciale in un momento di grande crisi ecologica planetaria come questo. Perché ciò sia possibile, occorre mantenere le tradizioni e la cultura tipiche del Modernismo, ancora oggi di grande successo nell’immaginario collettivo e nella riproduzione di modelli e arredi, ma anche promuovere il dialogo tra influssi alpini e mediterranei, per nuovi equilibri culturali e geografie che travalicano luoghi comuni. Uno scenario orientato verso una cultura dell’abitare ecologico che pone al centro la necessità di progettare case intelligenti, capaci sempre più di scaldarci e raffrescarci con pochi consumi.

I relatori dell’edizione 2019 di “Stanze a cielo aperto”

Esempi di progetti e realizzazioni presentati da giovani architetti, allievi di prestigiose scuole di Design, docenti, architetti e aziende alimentano il seminario che prevede la partecipazione di nomi di spicco del panorama internazionale. Lo studio di architettura PIUARCH, autore di importanti architetture internazionali, presenta alcuni progetti recenti in cui il tema guida è l’ecologia. Anche questi architetti attingono dal passato per tracciare gli stili di vita del futuro ed esprimere i valori dell’abitare del domani – leggerezza, luminosità, economia delle risorse, dissoluzione dei confini tra interni ed esterni, tra spazi naturali e artificiali – nell’equilibrato confronto tra l’elemento della terra e quello dell’aria. Mentre lo studio Locatelli Partners, insieme ad ARUP ITALIA parleranno dell’incontro tra la tecnologia e l’uomo attraverso il progetto 3D HOUSING 05, una commistione tra creatività, sostenibilità, flessibilità, accessibilità e rapidità.

Le nuove sfide

Oltre ad affrontare le nuove sfide per l’architettura il seminario vuole far luce sulle aziende che fanno ricerca e sperimentazione attraverso la presentazione della casa capsula con orto e sguardi sul cielo di Rubner/IED Sustainable Torino alla presenza di Andrea Rinaldi, Roberta Casarini, Elena Cattani e Marco Ruggeri e la presentazione di “Domani” il progetto abitativo eco-casa sostenibile vincitore del concorso Eco_Luoghi 2017/18 e sostenuto da Schüco Italia. La presenza di aziende come Italcementi, Rubner, Fantoni Italia danno la possibilità di parlare di materiali, ricerche, esperienze d’impresa, presentazione di prodotti e progetti di aziende del settore.

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