Iran, nuovi rincari per le PMI altoatesine: energia e materie prime rallentano la produzione

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Economia. Il conflitto in Iran inizia a produrre effetti concreti anche sul tessuto produttivo altoatesino, dove le piccole e medie imprese stanno facendo i conti con un aumento dei costi energetici, dei materiali e della logistica, oltre alle prime difficoltà negli approvvigionamenti. A lanciare l’allarme è CNA Alto Adige Südtirol, che richiama l’attenzione su una pressione crescente capace di frenare la produzione in diversi comparti.

«Non solo carburanti ed energia elettrica. Registriamo aumenti generalizzati del 20% per molti materiali, dal rame all’alluminio. Dal bitume alle plastiche. Inoltre, molte nostre imprese iniziano ad avvertire difficoltà di approvvigionamento che rallentano la produzione. Questi rincari sono pesanti per le piccole e medie imprese», afferma il presidente Cristiano Cantisani, commentando il monitoraggio effettuato da CNA. Secondo i dati diffusi dall’associazione, in cima alla lista dei rincari c’è l’energia elettrica, con un aumento del 60% del prezzo all’ingrosso nelle ultime due settimane e una media italiana di 143 euro/MWh, superiore ai 102 euro della Germania, ai 63 euro della Francia e ai 48 euro della Spagna.

Dopo l’energia, i maggiori rialzi riguardano il rame, che sfiora il 40%, seguito da ferro e profilati di alluminio, entrambi attorno al 20%. Nel settore delle costruzioni si segnalano aumenti del 18% per il conglomerato bituminoso e del 10% per il calcestruzzo, mentre nella meccanica alcune plastiche registrano rincari fino al 30%. Anche il legno mostra incrementi compresi tra il 10 e il 15%, mentre sui carburanti, dopo il picco iniziale, si osservano aumenti del 15% per il gasolio e inferiori al 10% per la benzina.

A pesare non sono soltanto i prezzi, ma anche la crescente instabilità dei listini e dei tempi di fornitura. CNA segnala infatti costi di spedizione aumentati fino a 3.000 euro per un container standard, coperture assicurative più care e fornitori che, in alcuni casi, accettano ordini con riserva di aggiornamento del prezzo, soprattutto per prodotti come tubazioni e raccordi in PVC. Nei settori a più alta intensità energetica l’impatto rischia di essere ancora più forte: nei lapidei l’energia incide fino al 30-35% dei costi totali, mentre per le tinto-lavanderie può arrivare al 40%.

Nel quadro delineato da CNA, la crisi riporta al centro anche il tema dell’autonomia energetica delle piccole imprese. «Il paradosso è che molte imprese vorrebbero investire per diventare più autonome dal punto di vista energetico, installando impianti fotovoltaici o convertendo i mezzi verso soluzioni elettriche, ma spesso non trovano strumenti di sostegno adeguati per affrontare questa transizione. In un territorio solido e prospero come l’Alto Adige, dove l’economia locale ha sempre dimostrato grande capacità di sviluppo e innovazione, le imprese si aspettano politiche più concrete per accompagnare questo passaggio. Senza contributi reali a favore delle singole aziende sarà difficile ridurre la dipendenza dal mercato energetico e sottrarsi a dinamiche speculative che si ripetono ormai da troppo tempo», conclude Cantisani.

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