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Scontro sul lavoro, Ipl si difende: «Metodo riconosciuto in tutta Europa»

Pubblicato il 28 Agosto 2017 in Imprese

 

Il dibattito si alza. E la polemica si rinfocola. Il tutto nato da una ricerca, quella dell’Ipl, che denunciava carichi di lavoro fisici troppo ingenti per i lavoratori altoatesini. A stretto giro di posta arriva la posizione di Gert Lanz, presidente degli artigiani. «Stiamo lavorando per ridurli – ha detto – ma basta nuove normative». Di diverso tenore Federico Giudiceandrea, a guida degli imprenditori. «Basta denigrare il lavoro in Alto Adige», ha ricordato riferendosi alla ricerca dell’Ipl, a suo giudizio fuorviante. Ed ecco oggi la controreplica, che riportiamo, dell’Ipl.

«Ci fa molto piacere che i risultati dello studio EWCS 2016 si offrano come spunto per la discussione. A riguardo, alcune considerazioni oggettive sulla recente presa di posizione di Assoimprenditori.

Prima di tutto: L’EWCS Alto Adige 2016 non è e non vuole essere strumento di analisi economica e del mercato del lavoro, ma indaga la qualità delle condizioni lavorative utilizzando un metodo riconosciuto a livello europeo. Obiettivo della rilevazione europea, condotta per la prima volta a livello regionale, è il confronto delle condizioni di lavoro in Alto Adige con quelle in Italia, Austria, Germania e Svizzera.

L’EWCS Alto Adige 2016 si occupa di analizzare gli aspetti qualitativi delle condizioni di lavoro di tutti gli occupati, ovvero sia dipendenti che autonomi. Il questionario, creato dalla Fondazione europea per il miglioramento delle condizioni di vita e di lavoro (Eurofound), agenzia dell’Unione Europea guidata da un partenariato sociale, è in constante aggiornamento dal 1991 (https://www.eurofound.europa.eu/it/about-eurofound).

Per fare chiarezza riguardo alla ricerca e alla sua rappresentatività, messa in discussione, forniamo alcune cifre perché il lettore possa trarne le proprie conclusioni: in Alto Adige l’istituto di ricerca apollis, incaricato della rilevazione, ha intervistato un campione di 752 lavoratori autonomi e dipendenti, rappresentativi per il totale degli occupati. Dove necessario, sono state utilizzate normali procedure statistiche di stratificazione. Per un confronto di scala: le condizioni di lavoro di 22.465.000 occupati in Italia sono state rilevato con un campione rappresentativo di 1.400 intervistati, in Germania di 2.000 per circa 40.211.000 occupati; nella maggior parte dei paesi partecipanti il campione rappresentativo si aggirava sulle 1.000 persone. Perciò il campione altoatesino di 752 intervistati per 245.000 occupati in provincia (ISTAT 2017) risulta più che adeguato. Informazioni dettagliate per gli interessati sono disponibili dal 17 maggio 2017 all’interno dello Zoom sulla metodologia EWCS disponibile sul sito dell’IPL (http://afi-ipl.org/it/veroeffentlichungen/ewcs-alto-adige-la-metodologia-zoom-142017/#.WaPhVcb-uUk)».

I collaboratori IPL | Istituto Promozione Lavoratori impegnati nel progetto di ricerca rimangono volentieri a disposizione delle associazioni, siano esse sindacali o degli imprenditori, per discutere e chiarire, dove richiesto, i limiti e le possibilità di questo studio.

Per informazioni

Le indagini EWCS finora pubblicate sono consultabili sulla Homepage dell’Istituto: www.afi-ipl.org nonché sul sito dedicato www.buonlavoro-altoadige.eu

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