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Investimenti e crescita: così le Pmi altoatesine hanno battuto la crisi

Pubblicato il 4 Maggio 2018 in Imprese

 

Le medie imprese di Bolzano e di Trento sono state le più reattive d’Italia nel periodo della crisi. Questo emerge dal Rapporto PMI Centro-Nord curato da Cerved e Confindustria presentato a Bologna dal Vice-Presidente di Confindustria, Stefan Pan. «Accanto alla competitività delle imprese serve quella del territorio. Le nostre PMI hanno dimostrato la loro eccellenza puntando su nuovi mercati, innovazione e qualità del lavoro. La riduzione del carico fiscale decisa in questi anni ha sostenuto la loro crescita, la creazione di nuovi posti di lavoro e, attraverso questi risultati, il finanziamento dei servizi pubblici. Su questa strada dobbiamo proseguire: più un territorio è capace di sostenere la vocazione e la voglia di fare delle proprie imprese, più riesce a creare valore», afferma Pan. Secondo lo studio, le imprese regionali dispongono di un ulteriore potenziale di investimento di oltre 1,6 miliardi di euro.

«Per poterlo sfruttare, dobbiamo garantire loro un contesto competitivo: se le imprese sono libere di sprigionare appieno il loro potenziale, contribuiscono al benessere di tutta la regione», aggiunge il Vice-Presidente di Confindustria. Il rapporto prende in esame le PMI di capitali da 10 a 250 addetti. Dalla dettagliata analisi emerge come siano proprio queste imprese, grazie alla loro struttura flessibile ma allo stesso tempo fortemente interconnessa con il tessuto produttivo circostante e con i mercati esteri, a contribuire allo sviluppo delle regioni in cui operano in termini di occupazione, investimenti e valore aggiunto. In Trentino-Alto Adige questo tipo di imprese non sono solo aumentate di numero, passando da 3.041 a 3.425 unità tra il 2007 e il 2016 (più 13,7 per cento, la crescita più alta registrata tra tutte le regioni italiane), ma hanno saputo mettere a segno anche una decisa crescita qualitativa. Tra il 2007 e il 2016 sono infatti saliti a ritmi record per l’Italia sia il fatturato (più 8,1 per cento) che il valore aggiunto realizzato (più 17,2 per cento). E’ aumentata anche la propensione ad investire: la quota di investimenti delle PMI del Trentino-Alto Adige è nettamente la più alta d’Italia (gli investimenti costituiscono il 10 per cento delle immobilizzazioni). Sia a Bolzano che a Trento le imprese con almeno 10 addetti occupano ben oltre la metà di tutti gli addetti complessivi. «Ogni impresa ha nel proprio DNA l’obiettivo della crescita: sostenerle in questo percorso è decisivo per il successo di un territorio. Un’amministrazione efficiente, lo sviluppo delle infrastrutture, costi del lavoro e dell’energia in linea con quelli dei concorrenti all’estero e un fisco che premi le imprese che investono, assumono e innovano sono fondamentali», spiega il Vice-Presidente di Confindustria.

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