Inquinamento, nasce un’alleanza globale. E l’Alto Adige diventa caso di studio

Pubblicato il 28 Luglio 2016 in Innovazione, Territorio

 

Nasce un’alleanza globale per avere aria più pulita non solo all’esterno, ma anche all’interno degli edifici. E per l’Italia porta sugli scudi la best practice altoatesina, un premio consegnato simbolicamente a IDM Südtirol-Alto Adige per l’attenzione del sistema Alto Adige alle politiche ambientali e alle nuove tecnologie nel settore. La data da segnarsi è il 21 luglio 2016, quando è nata ufficialmente a Milano l’«Air Quality Alliance». Presieduta e fortemente voluta da una vecchia conoscenza altoatesina, Antonio Cianci. Uno dei due fondatori, insieme a Massimo Bernardoni, di Advanced Materials, la startup accelerata dall’Alto Adige che ha dato vita ad Airlite, la rivoluzionaria vernice che depura l’aria dall’88,8% dell’inquinamento. I risultati? Prendendo una palazzina di 7 piani, e dipingendone l’esterno con la vernice innovativa, nel giro di 12 ore si eliminerebbe l’inquinamento prodotto da 70 macchine a gasolio. O meglio: ogni 100 metri quadrati di prodotto steso su di una superficie abbattono i gas emessi da 12 autovetture. Lo stesso vale per gli interni: il biossido di titanio, a contatto con l’aria, ne ionizza gli elementi inquinanti, trasformandoli in molecole di sali di calcio, facilmente smaltibili.

Cianci ha messo insieme le migliori esperienze mondiali in fatto di inquinamento. Al primo incontro dell’«Air Quality Alliance» c’erano rappresentanti dai cinque continenti: Tabiriz, città iraniana in forte sviluppo, Melbourne, Mexico City, San Pietroburgo, Pechino. Questo perché l’obiettivo della nuova Ong è quello di proporre più che denunciare. «Entro l’inizio dell’anno prossimo – afferma Cianci – prepareremo il nostro “libro blu”, da affiancare a quello nero dell’Oms. Loro ci danno i dati su quanti danni fa l’inquinamento nel mondo, quasi 7 milioni di morti l’anno, una cifra spaventosa, noi vogliamo mettere nero su bianco contributi per risolvere il problema».

E l’Italia? Era rappresentata dall’esempio altoatesino. Una terra, ha ricordato Cianci, capace di rispettare l’ambiente straordinario che la forma senza sfuggire alla sfida dell’industrializzazione. Così fra i casi di successo, premiati anche coll’«Air Quality Alliance International Award», c’era proprio l’Alto Adige. Il riconoscimento è stato ritirato simbolicamente da Thomas Aichner, presidente di IDM Südtirol-Alto Adige. «Air Quality Alliance già nel nome mette in connessione tre parole fondamentali – ha detto –  Aria, elemento fondamentale per l’uomo, che non può sopravvivere senza. Qualità, un qualcosa che ci deve venire automaticamente collegato quando si parla di aria. Alleanza: nell’ambiente l’aria cattiva si muove allo stesso modo di quella buona. Abbiamo quindi una grande responsabilità: l’organizzazione mette insieme persone che hanno culture, religioni, pensieri politici differenti, ma sono tutti riuniti con l’obiettivo di migliorare la qualità del pianeta in cui viviamo». Quell’Alto Adige che punta ad avere il 75% di energia dalla forza idroelettrica entro il 2020, che grazie al progetto CasaClima punta a certificare gli edifici di edilizia sostenibile. Una terra che, come nel caso di Airlite, premia la tecnologia: quella che migliora la vita dei cittadini rispettando l’ambiente.

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