Innovazione sociale e tradizione: ecco l’asilo al maso

Pubblicato il 6 Marzo 2020 in Territorio

 

“Volevamo cambiare qualcosa nella nostra situazione, senza però perdere il legame con la tradizione”. Da questa esigenza di un gruppo di contadine altoatesine è nata l’idea di offrire servizi di assistenza all’infanzia al maso. Le ricercatrici di Eurac Research hanno studiato questa esperienza ponendosi diverse domande: quali cambiamenti ha portato questa decisione? Che impatto ha avuto a livello locale? Quali reti di contatti sono state attivate? Come è cambiata la funzione dell’agricoltura? Per rispondere hanno sentito la voce delle dirette interessate: le contadine e la cooperativa che le rappresenta.

Dalle interviste è emerso come gestire l’asilo abbia rafforzato la posizione delle contadine al maso. Mentre prima si occupavano di attività legate alla famiglia, ora le donne hanno un ruolo proprio, riconosciuto economicamente e quindi anche socialmente. Questo ha portato anche a un carico di lavoro aggiuntivo e a qualche tensione, finché non sono stati rinegoziati i ruoli per distribuire meglio i compiti in famiglia.

“Abbiamo organizzato corsi di formazione non solo su temi pedagogici, ma anche per offrire consulenza su questioni pratiche, ad esempio il numero massimo di bambini da accettare al maso in modo da avere un equilibrio tra vita privata e professionale”, spiega Karin Schölzhorn della cooperativa “Mit Bäuerinnen lernen wachsen leben”.

La gestione dell’asilo ha permesso alle donne di fare rete tra loro, ampliare i propri contatti e assumere un ruolo educativo anche all’interno della comunità, pur mantenendo un forte legame con le proprie radici contadine. “Fare innovazione sociale nelle aree rurali significa realizzare idee nuove che rispondano a bisogni sociali, creino relazioni e aumentino il benessere del territorio. L’asilo al maso è un ottimo esempio: rafforza il ruolo delle contadine, permette alle madri di tornare al lavoro, avvicina i bambini al mondo rurale e crea un servizio decentrato sul territorio”, spiega Cristina Dalla Torre, ricercatrice di Eurac Research. Da innovazione nasce innovazione: ora le contadine offrono assistenza anche agli anziani e in futuro vorrebbero estendere il servizio alle persone disabili.

Quello altoatesino è uno dei casi che un gruppo di ricercatori sta analizzando in tutta Europa per capire come l’innovazione sociale favorisca lo sviluppo di aree marginali o svantaggiate come deserti, isole e montagne. In Marocco gli esperti hanno studiato una cooperativa che produce olio di argan, in Olanda un progetto di agricoltura sociale, in Scozia, Slovenia e Slovacchia la gestione collettiva delle risorse forestali.



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