Imprese culturali, le domande di Niessen

Pubblicato il 28 Gennaio 2016 in Culture

 

Si può finanziare e far crescere un’impresa culturale sana e sostenibile in Italia? E in Alto Adige? La domanda sorge spontanea dopo una serata passata a confrontarsi, sorseggiando un bicchiere al Nadamas, grazie al prezioso percorso promosso da Impulsi Vivi, con Bertram Niessen. Bertram, origini toscane ma milanese di adozione, è il direttore scientifico di CheFare, premio (ma non solo) per la cultura che ogni anno assegna 150mila euro ai migliori progetti sostenibili e dal basso per la valorizzazione (anche economica)  dell’immenso patrimonio artistico e relazionale del nostro Paese. Sociologo con la valigia che gira tutta Italia a caccia di esperienze e ricette, percorsi obliqui e curiosi, di sostenibilità economico-culturale, Niessen ha illustrato i tre vincitori del bando 2015: Tourneé da bar, Baumhaus, la Scuola Open Source.

Progetti che nascono da associazioni, si tramutano in Snc, a volte in Srl, ora hanno l’orizzonte delle B-corp e impattano con l’ideologia pervasiva della startup innovativa: comunque sia mettendo insieme le forze migliori del territorio. Partecipanti dall’Alto Adige nelle tre edizioni del premio? Zero. Il motivo? Cerchiamolo insieme: troppi finanziamenti locale, pigrizia, la mancata percezione dell’Italia come opportunità. Rimangono tante domande aperte dopo l’incontro al Nadamas. Segno che è stato un buon incontro.

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