Il ministro Boccia incontra Kompatscher: «Accordi finanziari da rivedere»

Pubblicato il 20 Gennaio 2020 in Territorio

 

L’agenda dei prossimi mesi in tema di autonomia e tutela delle minoranze: questo il risultato dell’incontro a Palazzo Widmann fra il presidente della Provincia Arno Kompatscher e il ministro per gli Affari regionali e le autonomie Francesco Boccia. Per l’esponente del Governo quella di oggi (18 gennaio) è la prima visita ufficiale in Alto Adige dopo l’insediamento dell’esecutivo nazionale nel settembre scorso. Numerosi i punti trattati: dai rapporti finanziari con Roma alla sanità, dall’ambiente alla competenza sul personale, tema quest’ultimo già al centro del primo incontro con il ministro a Roma nell’ottobre scorso. “L’incontro di oggi rappresenta il primo passo di un percorso condiviso, positivo e costruttivo per sviluppare la nostra autonomia e tenerla al passo con i tempi” ha commentato Kompatscher.

Competenze, si lavora per arrivare ad un “ripristino generale”

In cima alla lista la questione delle competenze dopo la riforma costituzionale del 2001. “Purtroppo si è vista una riduzione delle nostre competenze, qualche volta per l’interpretazione di alcuni governi, altre volte per l’interpretazione della Corte Costituzionale. Sta di fatto che oggi le competenze che possiamo esercitare non hanno più lo spessore che avevano nel 1992, quando l’Austria rilasciò la quietanza liberatoria all’Onu” spiega il Presidente Kompatscher. L’obiettivo è che Provincia e Governo lavorino insieme per arrivare ad un “ripristino generale”. “Chiediamo soltanto che ci venga restituito quello che è un nostro diritto e cioè esercitare appieno le nostre competenze” ha aggiunto Kompatscher. Il ripristino delle competenze dell’Alto Adige gode dell’appoggio austriaco, il cui nuovo esecutivo l’ha inserito nel proprio contratto di coalizione, richiamandosi espressamente alla quietanza liberatoria del 1992. “Insieme al Governo italiano vogliamo giungere a una formulazione condivisa che, tenuto conto dell’appoggio dell’Austria quale garante dell’autonomia dell’Alto Adige, ripristini le nostre competenze primarie come il personale, il commercio, l’urbanistica e la previdenza” ha chiarito Kompatscher.

Parificazione delle due lingue, in cantiere una norma di attuazione

Tema di fondamentale importanza è anche quello della parificazione di italiano e tedesco per l’iscrizione agli albi di categoria, con l’obiettivo di consentire l’esercizio delle professioni anche a coloro che conoscono solo il tedesco, pur limitando in questo caso l’esercizio della professione alla sola provincia di Bolzano. Su questo il Governo ha aperto un contenzioso di legittimità costituzionale. La Provincia insisterà nella difesa della propria legge in giudizio. Allo stesso tempo Kompatscher punta anche a una soluzione politica. “L’idea è quella di formulare con il Governo una norma di attuazione condivisa che riconosca il principio della parificazione delle due lingue, anche ai fini dell’iscrizione agli ordini professionali. Questo per garantire l’erogazione dei servizi fondamentali alla popolazione” ha ricordato Kompatscher.

Il punto sul carcere e l’incontro con parlamentari e Commissione dei Sei

L’incontro è stato infine anche l’occasione per fare il punto sullo stato di avanzamento del nuovo carcere. “Le attuali condizioni della casa circondariale di Bolzano sono ormai da troppo tempo insostenibili. Occorre al più presto porre le basi affinché si possa dare corso all’intesa istituzionale del 2010, che prevede la realizzazione di un nuovo carcere con la formula di un partenariato pubblico-privato (PPP)” ha concluso Kompatscher. Questi e altri temi sono stati al centro del pranzo di lavoro che è seguito all’incontro con il ministro, al quale hanno preso parte – oltre a Kompatscher e Boccia – anche i parlamentari eletti in provincia di Bolzano e i componenti della Commissione dei Sei.

Rapporti finanziari

Boccia ha inoltre lasciato dietro di sé un annuncio – vera e propria doccia fredda – di revisione degli accordi finanziari delle Province di Bolzano e Trento con lo Stato: “Il patto del 2014 esaurirà gli effetti finanziari nel 2022, mentre c’è un impianto che non va in scadenza. L’Accordo di Milano e il Patto del 2014 regolano vecchi conti. Bisogna pensare al futuro, per rendere competitivo il territorio” ha dichiarato. Insomma, il taglio delle tasse rimane un tema centrale: il gettito della Provincia diminuisce e bisogna trovare immediate soluzioni. Una potrebbe essere la possibilità per le Autonomie di avere un debito “virtuoso”, mirato agli investimenti, oppure misure di neutralità fiscali. A riguardo ha parlato anche il segretario generale Eros Magnago: “I due accordi garantiscono allo Stato circa due miliardi all’anno tra Trento e Bolzano. Perché cancellarli? Chiediamo una clausola di garanzia: se diminuisce il gettito a causa della minore tassazione, scende anche il contributo allo Stato”.

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