«Lavoro 4.0», rischi e opportunità delle nuove tecnologie

Pubblicato il 23 Maggio 2018 in Imprese

Industria 4.0  

Il mondo del lavoro è costretto al cambiamento. Digitalizzazione e nuove tecnologie saranno i fattori che più influenzeranno il lavoro e la condizione dei lavoratori nel prossimo futuro. «Lavoro 4.0» è il tema centrale del convegno dell’Ilp, Istituto promozione lavoratori, che ha evidenziato il significato della grande trasformazione digitale della società, non solo dal punto di vista economico-produttivo ma anche e soprattutto nei confronti dell’attività umana. Il convegno, moderato dal collaboratore scientifico Luca Frigo e dal direttore Stefan Perini, ha avuto come obiettivo «quello di far luce sulle principali tecnologie che stanno alla base della grande trasformazione in atto, spiegando quali impatti ha il mondo dei dati sulla nostra sfera personale e quali tutele da un possibile grande fratello esistano».

In apertura, il professore Mirco Tonin della Libera università di Bolzano ha affermato come «il tema dell’impatto della trasformazione digitale sul mondo del lavoro si pone a metà strada tra tecnologia e scienze sociali ed è quindi di particolare interesse per un’università che coniuga questi due aspetti nel lavoro di ricerca e insegnamento».

La meccatronica, il lavoro del futuro

Nella prima relazione Marco Roveri, ricercatore del Center for information and communication technology della Fondazione Bruno Kessler di Trento ha fatto luce sulle tecnologie caratterizzanti la quarta rivoluzione industriale: l’intelligenza artificiale, l’Internet of things, i Cyber physical systems e le stampanti 3D riportando esempi concreti quale il Polo meccatronica di Rovereto che conduce vari progetti di ricerca applicata al mondo produttivo attraverso i principi dell’industria 4.0. Numerosi i progetti concreti della Fondazione Bruno Kessler di Trento, ad esempio lo sviluppo di un sistema di frenatura per l’azienda di aerei Boeing. Per cavalcare l’onda di Industria 4.0 a livello nazionale si stima un fabbisogno di circa 86.000 ingegneri in discipline quali elettronica e meccatronica. Le figure più difficili da trovare per le imprese sarebbero, infatti, quelle a supporto dell’assistenza e dell’installazione, della gestione delle macchine a controllo numerico, nella lavorazione del metallo, in attività elettromeccaniche, informatica e produzione. «La quarta rivoluzione industriale richiede una stretta collaborazione tra automazione e digitalizzazione che si concretizza nell’integrazione delle nuove tecnologie sia produttive sia di manipolazione e gestione dell’informazione al fine di incrementare la produttività e le condizioni di lavoro. È fondamentale considerare i potenziali vantaggi senza trascurare le potenziali criticità derivanti dalle loro adozioni» spiega il ricercatore Roveri.

Grande fratello sul posto di lavoro?

La seconda relazione di Martin Soucek, consulente presso l’Arbeiterkammer Tirol di Innsbruck, si è invece concentrata sul grande tema dei dati anche alla luce del Regolamento generale sulla protezione dei dati che entra in vigore il 25 maggio. Algoritmi e Big data hanno un valore inestimabile e stanno diventando una risorsa fondamentale di ogni attività lavorativa. Cybersecurity, tutela dei dati, controllo e sorveglianza diventano quindi sempre più centrali all’interno del mondo del lavoro odierno. Il nuovo regolamento sulla protezione dei dati dovrebbe dare più controllo e trasparenza agli utenti da un lato e garantire una maggiore sicurezza dei dati dall’altro. Gli utenti dovrebbero così essere maggiormente tutelati e informati, fornendo il proprio consenso all’elaborazione di dati, o negando, ad esempio la «profilazione» attraverso sistemi automatizzati. Per citare un caso concreto, in Austria la rappresentanza sindacale di un ospedale ha rifiutato la firma di un contratto aziendale che prevedeva un sistema biometrico che utilizzava il rilevamento delle impronte digitali per registrare gli orari in ingresso e uscita dei dipendenti. Ciò era ritenuto lesivo della dignità e della sfera privata dei lavoratori. «Se vogliamo evitare la presenza di un grande fratello sul posto di lavoro e tutelare i lavoratori, servono misure stabilite a livello europeo» afferma Soucek.

Il convegno si è concluso con una tavola rotonda alla quale hanno partecipato Dominik Matt, professore ordinario di tecnologie e sistemi di lavorazione della Libera università di Bolzano e direttore del centro di ricerca Fraunhofer Italia a Bolzano, Johannes Brunner, esperto di «Produzione 4.0» all’IDM Alto Adige, ed Erwin Pfeifer, sindacalista dell’Asgb ed esperto Ict per discutere assieme degli impatti che queste nuove tecnologie hanno nell’ambito lavorativo. «Il convegno ha dimostrato in modo impressionante che la trasformazione digitale del mondo del lavoro porta grandi benefici ma spiana la strada a nuove forme di sfruttamento: pensiamo all’insufficiente protezione dei dati personali, alla possibilità di una sorveglianza totale o alla disponibilità senza limiti orari dei dipendenti. Diventa ancora più importante, quindi, la necessità di plasmare la trasformazione digitale dal punto di vista dei lavoratori indirizzandola verso una direzione umana» osserva Christine Pichler, presidente Ipl.

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