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L’edilizia non aggancia ancora la ripresa

Pubblicato il 30 Luglio 2017 in Imprese

 

Niente da fare: nonostante i proclami e le speranze, il mondo dell’edilizia in Italia fallisce ancora l’appuntamento con la ripresa economica, peraltro in controtendenza con le stime sull’economia generale del Paese. E perciò, se da un lato sia la Banca d’Italia che Confindustria hanno addirittura rivisto al rialzo le previsioni sul Pil Nazionale nel 2017 (rispettivamente elevato a 1,4 per cento e a 1,3 per cento), nelle costruzioni si vedono ancora e solo ombre.

Edilizia ancora in crisi

Il primo dato che salta agli occhi è lo stallo della quota di investimenti: contrariamente alle speranze che trapelavano sul finire dello scorso anno, infatti, nell’anno in corso il volume complessivo dovrebbe discostarsi di molto poco rispetto a quello dell’anno scorso. Per la precisione, a fine 2017 l’ammontare finale sarà di appena lo 0,2 per cento superiore di quello registrato a dicembre 2016, troppo poco per parlare di effettiva risalita.

L’Osservatorio Ance traccia un quadro grigio

A lanciare l’allarme è l’Associazione dei costruttori edili, che ha presentato a Roma i risultati dell’ultimo Osservatorio Congiunturale sull’industria delle costruzioni, aggiornato al luglio 2017, che raggruppa una lunga serie di cifre piuttosto sconfortanti per il settore.

La situazione degli investimenti

Innanzitutto, il report rileva una contrazione ulteriore (pari all’1,5 per cento) degli investimenti in nuove abitazioni, mentre sono molto basse le variazioni positive che riguardano gli investimenti in opere pubbliche (solo 0,2 punti percentuali) e quelli per la riqualificazione (mezzo punto percentuale). Proprio la riqualificazione degli edifici rappresenta quella che viene definita “ancora di salvezza” per l’intero comparto, visto che ormai detiene una quota vicina al 40 per cento della spesa totale delle costruzioni.

I nodi critici

I rappresentanti dell’associazione di categoria hanno espresso parole di forte delusione rispetto alla crisi del comparto, sottolineando anche le responsabilità e le difficoltà della “politica”, che di fatto non è riuscita a innescare un meccanismo virtuoso di rilancio delle opere pubbliche. In particolare, nonostante lo sforzo fatto dagli ultimi Governi per aumentare le risorse destinate alle infrastrutture, in concreto i lavori non sono partiti, anche a causa delle difficoltà incontrate dagli enti locali nel cogliere le opportunità derivanti dalle nuove regole di finanza pubblica a causa di vincoli come il superamento del patto di stabilità interno.

Il ruolo della spesa pubblica

Altro elemento critico è il Piano di investimenti varato a livello nazionale, che vanta un fondo di oltre 100 miliardi di euro: eppure, finora si è riusciti a investire solo poche centinaia di milioni di euro. Un prezzo salato, secondo l’Ance, che viene pagato a livello diffuso da tutti gli italiani, a cominciare da chi percorre ogni giorno strade piene di buche, senza ovviamente dimenticare il peso sulle imprese, che scontano sulla propria pelle un divario competitivo che ha portato l’Italia agli ultimi posti in Europa per dotazione infrastrutturale.

Da dove ripartire

Per fortuna, qualche elemento di speranza in chiave futura: il documento Ance anticipa che la stima per il comparto delle opere pubbliche per il prossimo anno (2018) evidenzia una crescita degli investimenti che dovrebbe raggiungere il 4 per cento, a patto ovviamente di superare tutte le difficoltà legate alla trasformazione in cantieri delle risorse disponibili, come prima descritto.

Consigli per le imprese

Altro tassello importante per il consolidamento del settore sta nella capacità delle imprese di evolversi e di adeguarsi alle nuove innovazioni, anche meccaniche: in un contesto così “depresso”, la soluzione arriva dal web e soprattutto dalla possibilità di noleggiare i mezzi professionali necessari in cantiere, senza dunque esporsi in maniera cospicua con un esborso di capitale. A livello nazionale si stanno diffondendo molte piattaforme che consentono questa procedura, come Giffi Noleggi, società specializzata nel noleggio di attrezzature edili e di macchinari per le costruzioni.

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