Qualità dell'aria, Fybra si rinnova e tiene lo smog fuori di casa: videointervista con il ceo Gaetano Lapenta

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Fybra, startup milanese fondata da Gaetano Lapenta, è tornata nei giorni scorsi a Klimahouse, la fiera internazionale per il rinnovamento e l’efficientamento energetico in edilizia di Bolzano. Il prodotto di punta dell’azienda è un sensore capace di monitorare la qualità dell’aria all’interno delle scuole, diventato strategico durante la lotta contro il Covid e rinnovato adesso sotto vari aspetti. Nel 2020 Fybra ha vinto il Klimahouse Startup Award, nel 2021, sempre a Klimahouse, il Premio Innovation, mentre recentemente ha ottenuto in Germania l’iF Design Award, uno dei più rinomati premi nel campo della progettazione a livello mondiale, nella disciplina Product, categoria Prodotti per la casa. Venerdì 20 maggio, il Ceo Lapenta, è stato inoltre ospite dell’Innovation Breakfast, incontro ricorrente organizzato da Fiera Bolzano, WhatAVenture e Blum al MEC di Bolzano, per raccontare ad altri colleghi imprenditori la sua storia. L’innovativo prodotto Fybra è infatti nato quasi per caso: “Mia figlia si era ammalta a scuola, da lì mi si è accesa la lampadina”, precisa Lapenta. Un prodotto che fa della semplicità la sua arma migliore: quando si accende il Led azzurro vuol dire che l’aria è buona, è pulita, mentre quello rosso suggerisce di arieggiare l’ambiente.

A destare molto interesse tra il pubblico è stata la transizione del business model dell’azienda, da B2B a B2C (business to business – business to consumer), resa possibile grazie al nuovo Fybra Home. Quest’ultimo nuovo sensore tiene conto sia dell’andamento dei parametri esterni sia di temperatura che di umidità, che si vanno così ad aggiungere ai quattro parametri di qualità dell’aria interna già misurati dal sensore, ovvero anidride carbonica, temperatura, umidità e Voc (composti organici volatili). In questo modo, quindi, gli algoritmi predittivi e dinamici che rendono Fybra “intelligente” sono in grado di prevedere in modo ancora più preciso quale sarà lo scambio d’aria che si otterrà con l’apertura della finestra oppure, nel caso sia in funzione un impianto di ventilazione meccanico, sono in grado di farlo lavorare in modo più efficiente. Un modello tarato sulle esigenze di chi lavora in smart working o trascorre parte della propria giornata tra le mura di casa. Ma il nuovo sensore è capace adesso anche di tenere conto del livello di smog nell’aria esterna, ovvero dei dati di inquinamento come le particelle PM10 e altre.

Dati che vengono immagazzinati all’interno di un grande database che ottiene le rilevazioni in tempo reale e che vengono messe a disposizione da fornitori specializzati. Un database riguardante la ventilazione naturale che capta i dati di circa 2.500 ambienti già controllati e che potrebbe permettere alla startup di cambiare di nuovo modello di business in futuro. I prodotti di Fybra sono nati per scuole e uffici e, come ha sottolineato spesso anche lo stesso Lapenta, dal design alquanto abbozzato, evolvendosi poi nella forma e nel target. “Abbiamo sviluppato queste novità pensando in particolare agli ambienti che subiscono un carico più pesante di inquinamento esterno, come le grandi città, ma il suo valore aggiunto si conferma anche nelle aree con un tasso minore di inquinamento. Infatti, il calcolo della temperatura e dell’umidità esterne migliorano la sensibilità del dispositivo e la velocità di risposta, rendendolo in grado di adeguarsi ancora meglio alle necessità dell’occupante”, conclude Lapenta.

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