«Fondo sociale europeo: stiamo perdendo troppi soldi»

Pubblicato il 20 Maggio 2018 in Imprese

fondo di rotazione  

«Troppi, sono davvero troppi i soldi potenzialmente destinati alle aziende che si stanno perdendo. Questa è la triste considerazione nel leggere le notizie di decine di milioni di euro messi a disposizione dal Fondo sociale europeo e non usati dalle Pmi». Sarebbero circa 17 i fondi europei non utilizzati nella nostra provincia. La notizia emersa dal Comitato di sorveglianza Fse che si è riunito venerdì a Palazzo Widmann ha suscitato la reazione di Claudio Corrarati, presidente regionale della Cna-Shv.

Dopo le vicende del settennato 2007-2013, con numerosi soggetti destinatari di contributi Fse improvvisamente privati dei fondi e costretti a fare causa alla Provincia, la sfiducia del mondo economico verso questo strumento di finanziamento si è ripercorsa sul settennato 2014-2020, per il quale non sono giunti abbastanza progetti: il rischio è che adesso l’Ue decurti una parte de finanziamento destinato a Bolzano, che risulta in coda alla classifica italiana delle regioni per percentuale di utilizzo dei fondi.

«Cna – prosegue Corrarati – già da tempo segnalava questi problemi, ma soprattutto la percezione di un distacco forte tra aziende e struttura pubblica, dovuto al fatto che troppe sono state le problematiche del passato che ancora oggi incidono sul rapporto di fiducia che deve assolutamente ricrearsi tra uffici preposti e imprese.  Da tempo abbiamo chiesto di creare azioni mirate per dare chiarezza e riconsolidare un rapporto ormai deteriorato. È assurdo, in un momento come questo, in cui le aziende per ripartire hanno bisogno di aiuti concreti, buttare al vento milioni di euro che sarebbero energia pura per le nostre ditte. Così si rischia non solo che l’Europa veda fabbisogni bassi e pertanto conceda in futuro meno contribuzioni alla Provincia di Bolzano, ma si rischia anche che le ditte dell’Alto Adige non riescano a mantenere alte le loro competenze per carente attività di riqualificazione del personale o a migliorare i processi produttivi per mancanza di percorsi formativi».

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