Economia, il piano della Provincia per la fase 2. Negozi, bar, parrucchieri: le linee guida per la riapertura

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L’Alto Adige si avvicina a piccoli passi alla Fase 2, quella della convivenza con il virus, quella più delicata. Una fase che in molti aspettavano, ma che non deve essere tradotta in un “libera tutti”. Nonostante il calo di nuovi casi degli ultimi giorni, la risalita della curva è dietro l’angolo per cui bisognerà adottare particolari misure di sicurezza, presumibilmente a partire dal 4 maggio.

E a ripartire sono anche i diversi settori e player dell’economia locale, i più colpiti da questa crisi. Quali sono quindi i punti principali del piano per la riapertura stilato da Ulrich Stofner e il suo dipartimento provinciale dell’Innovazione? Vediamoli di seguito, così come spiegati nella bozza che circola in queste ore:

  • Oltre al fatto che dovremmo imparare a convivere con la mascherina ancora a lungo, sarà importante il rispetto delle distanze. In bar, musei e negozi è previsto un parametro di 10 metri quadrati per ogni cliente, e tra una persona e l’altra bisognerà mantenere la distanza di sicurezza di 2 metri. Di fatto, addio al caffè al bancone o agli appuntamenti con amici al tavolino.
  •  Nei negozi con una superficie di 500 metri o più, non potranno entrare contemporaneamente più di 50 persone
  • I ristoranti saranno aperti solo a pranzo, mentre potranno offrire il servizio serale a partire dal 18 maggio.
  • Nelle chiese il parametro da rispettare sarà di 20 metri quadrati per ogni persona
  • Per tutti i locali sono previste rigorose procedure di sanificazione.
  • Capitolo alberghi: in questo caso avverrà un’importante riduzione degli ospiti, in quanto la capienza totale sarà calcolata sul rapporto di un cliente ogni 20 metri quadrati. Non potranno essere utilizzate saune e piscine coperte nelle strutture.
  • Riapriranno parrucchieri, barbieri e estetisti, solo su appuntamento e verranno adottate misure stringenti sulle distanze tra le poltrone.
  • Numero chiuso di 100 persone in estate e 500 in autunno per le manifestazioni culturali e sportive, quando riapriranno discoteche, teatri e cinema. Le fiere non riaprianno prima della fine dell’anno, mentre le scuole e asili nido ripartiranno in autunno.

Riaperte le piccole imprese

Nella giornata di ieri intanto, lunedì 20 aprile, hanno riaperto le prime piccole attività, quelle artigiane, oltre ai cantieri e negozi che vendono fiori e piante. L’ultima ordinanza di Kompatscher, la numero 21, prevede infatti che sul luogo di lavoro non possono essere presenti più di 5 addetti alla produzione. Un criterio questo che di fatto, esclude al momento le grandi imprese, tagliate fuori dalla riapertura. E ad alzare la voce su questa situazione è stata Assoimprenditori, che attraverso una nota ufficiale del presidente Federico Giudiceandrea, ha espresso tutto il suo disappunto: «L’ordinanza numero 21 del Presidente della Provincia di Bolzano è uno schiaffo a tutte queste imprese e agli sforzi messi in campo assieme alle organizzazioni sindacali con cui il 10 aprile abbiamo sottoscritto un protocollo condiviso per definire le condizioni per lavorare in sicurezza. Riteniamo gravissimo che l’ordinanza provinciale non si orienti alla sicurezza sul posto di lavoro, bensì al numero di lavoratori presenti. Siamo molto delusi da questa mancanza di rispetto da parte della Provincia, ma continueremo a lottare per le nostre imprese. Se lo meritano le nostre imprenditrici e i nostri imprenditori e se lo meritano i nostri 40.000 collaboratori e le loro famiglie», conclude la nota.

Alexander Ginestous

 

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