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Il paradosso dell’economia altoatesina: in salute, snobba i fondi europei

Pubblicato il 20 Giugno 2019 in Imprese

 

Il Comitato di sorveglianza del Programma Operativo del Fondo Sociale Europeo – FSE 2014-20 per la Provincia di Bolzano presieduto dal capo dell’esecutivo Arno Kompatscher ha approvato la Relazione di attuazione annuale FSE 2018, facendo il punto sull’andamento degli «Investimenti in favore della crescita e dell’occupazione». Ad oggi risulta stanziato il 62% delle risorse pari a 84 milioni di euro (17 avvisi) sui complessivi 136,6 milioni a disposizione del Programma Operativo. Cinque gli obiettivi strategici: occupazione (38,3 milioni), inclusione sociale (27,3 milioni), istruzione e formazione (61,4 milioni), capacità istituzionale (4 milioni) e assistenza tecnica (5,4 milioni).

Nel 2018 sono stati pubblicati 5 nuovi avvisi per 28,7 milioni di euro e sono state finanziate altre 2 iniziative per ulteriori 28,3 milioni di euro. Le richieste di finanziamento presentate sono state 336, di cui 193 approvate e 76 ancora in fase di elaborazione. I destinatari coinvolti nel corso dell’anno sono stati 4.944 di cui il 40% donne (1.990), numeri che portano le persone coinvolte nell’arco dell’intero periodo di programmazione a 6.143, di cui 2.521 donne, per la maggior parte under 30.

Due le novità emerse dall’analisi della Relazione 2018. La prima riguarda lo studio di un nuovo modello di rendicontazione, a costi standard, da affiancare alla forfettizzazione delle spese generali. «Il nuovo sistema consentirà una semplificazione delle procedure a tutto vantaggio dei beneficiari delle risorse» ha sottolineato la direttrice della Ripartizione Europa Martha Gärber.La seconda novità riguarderà il riorientamento del Programma verso nuove strategie, coerenti con quanto emerso dalla dettagliata analisi territoriale condotta nei mesi scorsi da un valutatore indipendente. «L’alto tasso di occupazione dell’Alto Adige – parliamo di una disoccupazione del 2,9% – rende relativamente poco mirate le risorse destinate a incrementare l’occupabilità. Per questo occorrono programmi più rispondenti alla realtà locale» ha detto Kompatscher introducendo i lavori. Le nuove priorità saranno individuate nella seconda metà dell’anno attraverso un confronto con i partner e un’analisi delle necessità provinciali.

Ma anche i progetti sin qui realizzati hanno dato i loro frutti. Uno di questi – dedicato all’inserimento lavorativo di 12 donne disoccupate di lunga durata e finanziato con 136.052 euro – è stato ad esempio scelto dalla Commissione europea come best practice e pubblicata sul sito ufficiale del FSE.

 

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