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Mele, il monitoraggio arriva dal cielo

Pubblicato il 31 maggio 2017 in Innovazione

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Misurare l’umidità del suolo per gestire senza sprechi l’irrigazione dei frutteti oppure analizzare come un’estate particolarmente secca influisca sullo sviluppo della vegetazione. Questi sono solo due esempi di come il monitoraggio ambientale permetta di acquisire conoscenze sulla relazione tra clima e ambiente e quindi di pianificare e gestire in maniera più efficiente le attività agricole e forestali. Combinando diverse tecnologie i ricercatori hanno potuto raccogliere informazioni precise su diversa scala, dalla mela al campo, migliorando il monitoraggio ambientale di tutto l’Alto Adige.

Negli ultimi anni la tecnologia dell’osservazione ambientale si è enormemente sviluppata e perfezionata. Dati satellitari, sensori, droni e tecniche di laboratorio avanzate permettono di raccogliere un’enorme mole di dati sull’ambiente. «Nel progetto Monalisa abbiamo combinato queste tecnologie per migliorare il monitoraggio ambientale nel settore agricolo e mostrare il potenziale di questa metodologia. Uno dei risultati principali è stato la creazione di una banca dati ad accesso libero che permette di confrontare e correlare i dati, ad esempio, mettendo in relazione i parametri rilevati in un meleto con la qualità delle mele raccolte», spiega Marc Zebisch, climatologo di Eurac Research e coordinatore scientifico del progetto a cui hanno partecipato anche unibz, Centro di Sperimentazione Laimburg, Università di Innsbruck e IDM Alto Adige.

Tra gli aspetti monitorati dai ricercatori rientrano: ciclo dell’acqua e del carbonio, crescita della vegetazione, attività svolte in campo agricolo e forestale, e qualità dei prodotti agricoli. Gli esperti di meccanica e meccanizzazione agro-forestale di unibz, ad esempio, si sono occupati di sviluppare i cosiddetti quaderni di campagna informatici, cioè dei dispositivi per registrare in modo automatico le attività svolte nei campi, come concimazione o distribuzione di fitosanitari. I tecnici del Centro di Sperimentazione Laimburg, invece, si sono avvalsi di tecnologie non distruttive per scartare i frutti con difetti interni, invisibili dall’esterno, e classificare quelli destinati alla vendita in base a gusto e a proprietà nutrizionali (presenza di vitamina C e antiossidanti).

I risultati scientifici sono stati elaborati in modo da poter sviluppare applicazioni utili per diversi tipi di utenti: pubblica amministrazione, associazioni di categoria, agricoltori, produttori di macchinari. Ad esempio, attraverso valori reali misurati sul campo i ricercatori di Eurac Research hanno convalidato le stime sull’umidità del suolo elaborate dai tecnici del Centro di Consulenza per la Frutticultura altoatesino (Beratungsring) che ha così potuto perfezionare i consigli che vengono dati ai contadini su quando e quanto irrigare.

Monalisa è stata anche l’occasione per sviluppare una collaborazione con alcune imprese (Cisma Moutain-eering, Geco Sistema e Territorum OnLine), per la progettazione e la commercializzazione di nuovi prodotti per il monitoraggio ambientale. Questa collaborazione proseguirà all’interno del NOI Techpark, che ospiterà anche l’Environmental Sensing Lab di Eurac Research e unibz, un laboratorio di tecnologie dedicato al monitoraggio ambientale.

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