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Digitale, crowdfunding e finanziamenti maggiori: ecco i contributi per l’innovazione

Pubblicato il 8 Maggio 2018 in Imprese

 

Innovazione, arrivano i criteri per i contributi alle imprese. Approvati dalla Giunta Provinciale con un obiettivo: diventare ancora più efficaci e accompagnare le imprese ad anticipare, e non subire, il futuro. Aumentando il tetto massimo finanziabile e allargando le possibilità. «I requisiti di accesso al finanziamento sono stati modificati per rendere gli aiuti più mirati e rispondenti ai nuovi bisogni dell’economia locale» sottolinea il presidente della Provincia Arno Kompatscher. «Un grosso ostacolo al successo aziendale, soprattutto per le Pmi, è la carenza di risorse necessarie a portare velocemente ed efficacemente i prodotti sul mercato» rileva Franz Schöpf, direttore dell’Ufficio innovazione e tecnologia della Provincia. Per questo la misura più innovativa introdotta nei nuovi criteri prevede il sostegno alle imprese per consulenze nella preparazione di campagne di fundraising e crowdfunding finalizzate al lancio di nuovi prodotti e servizi. La spesa massima finanziabile ammonta a 5.000 euro a campagna.

Trasformazione digitale, sfida per l’economia locale

Un secondo ambito di intervento riguarda la trasformazione digitale (Impresa 4.0), un settore che «rappresenta innanzitutto per le Pmi una grande sfida in una prospettiva di medio-lungo termine. E’ fondamentale diffondere una sempre maggiore cultura dell’innovazione, improntata all’importanza per le imprese di tenere il passo con la trasformazione in atto nel panorama economico, sfruttando le chance a disposizione nei settori dell’automazione della digitalizzazione»  chiarisce il presidente Kompatscher. In questo senso i nuovi criteri riservano un aiuto alle Pmi che vogliano, ad esempio, attuare progetti di innovazione della propria organizzazione con tecnologie di informazione e comunicazione, di innovazione di processo o con l’applicazione di metodi innovativi di produzione o di distribuzione. Sono previsti infine aiuti a Pmi e grandi imprese per coprire i costi sostenuti per la fase preliminare di progetti di ricerca e sviluppo, ossia quelli per sondare e valutare nuove idee, elaborare una bozza progettuale, i primi test e la valutazione della fattibilità di un progetto. Sono ammissibili ad aiuto i costi interni e i costi di terzi con effetto retroattivo di massimo quattro mesi dalla data di presentazione della domanda.

Aumentata la spesa finanziabile

Inoltre possono accedere ad aiuto le spese generali derivanti direttamente dall’iniziativa di R&S, fino a un massimo del 20% delle spese di personale ammissibili. L’intensità di aiuto per le piccole imprese può ammontare fino al 50% delle spese ammissibili. Le spese ammissibili non possono superare l’importo massimo di 30.000 euro e il relativo aiuto è concesso in regime de minimis. La voce di costo “spese generali” sostenute nell’ambito di progetti R&S, innovazione di processo, studi di fattibilità e sistemi di management per il personale interno è stata aumentata dal 15 al 20%. Per imprese attive in Alto Adige e fino a dieci addetti la spessa annua ammissibile per uno o più progetti di ricerca e sviluppo è pari a 300.000 euro l’anno, per le imprese con più di dieci addetti la spesa massima annua ammissibile non può comunque essere superiore a 30.000 euro per addetto, a prescindere dalla durata dei progetti.

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