Demaclenko, il cannone da neve nato in garage che sta conquistando il mondo

Con 52 milioni di euro di fatturato, 2.200 cannoni sparaneve prodotti in un anno, 110 dipendenti fissi e 40 da maggio a Natale, Demaclenko è tra i leader mondiale nei sistemi di innevamento. «Investiamo il 6% in ricerca e sviluppo per garantire efficienza e qualità – racconta Mirco Demetz, responsabile export dell’azienda –. In questo modo abbiamo ridotto i consumi dell’80% e i costi di produzione della neve del 20%».

Demetz spiega che l’innevamento tecnico è nato negli Stati Uniti, ma i cannoni americani erano concepiti per climi secchi e molto freddi, quindi in Alto Adige non funzionavano bene. Negli anni Settanta varie società impiantistiche della Val Gardena hanno acquistato il generatore di neve di una ditta americana, facendo così arrivare in Alto Adige il primo cannone, costato 70 milioni di lire, il prezzo di un appartamento. «È stato un investimento enorme – commenta Demetz –, ma il generatore garantiva l’apertura o comunque la migliore qualità delle piste». La prima macchina funzionava con motore diesel e consumava 45 kilowatt di energia per la produzione di aria compressa. «Ora invece siamo arrivati ad avere cannoni che costano 35-40mila euro e consumano 4 kilowatt, producendo quasi il doppio di neve dei cannoni di allora».

Titan 2.0 S

Le macchine di Demaclenko con 1 metro cubo di acqua ne producono 2,5 di neve, garantendo fino a 105 metri cubi di neve all’ora con una gittata che arriva anche a 70 metri. «Così possiamo coprire una superficie più ampia e diminuire il lavoro nella preparazione delle piste con i mezzi» continua Demetz. Un lavoro quanto mai indispensabile, dal momento che sono necessarie almeno 50 ore di innevamento per poter sciare su un prato.

La storia di Demaclenko

All’inizio esistevano due società diverse: in Italia la Demac di Selva Val Gardena, fondata da Roland Demetz, e in Svezia la Lenko di Östersund, fondata da Lennart Nilsson. Dopo il primo generatore americano arrivato in Val Gardena negli anni Settanta, nel 1982 la Lenko lanciò il suo primo generatore di neve, che ebbe subito grande successo. Nello stesso periodo Roland Demetz, in un laboratorio nel proprio garage, cominciava a studiare la tecnica delle apparecchiature a bassa pressione e nel giro di pochi anni, nel 1988, arrivò ad avviare la prima produzione in serie. Così nel 1990 nacque la nuova Demac, che aveva un focus sugli impianti di Val Gardena, Alto Adige e Svizzera. Nel 2002 il mercato diventò internazionale, allargandosi ad Asia, Korea e Cina. Proseguiva intanto anche il successo della Lenko, che si era specializzata in modelli automatizzati. La svolta arrivò nel 2011, quando entrò in scena un nuovo protagonista, il Gruppo Leitner, che acquisì sia Demac sia Lenko. Nasce così Demac-lenko, e la storia continua.

L’azienda si occupa di progettazione, sviluppo, produzione e vendita di impianti di innevamento e relativi componenti, con un servizio adattabile alle esigenze del cliente e alle condizioni geografiche che comprende anche messa in servizio, manutenzione e assistenza. È il secondo leader sul mercato dopo l’altoatesina TechnoAlpin. Il mercato maggiormente in crescita è quello cinese che già rappresenta i 15% del fatturato aziendale.

«L’impianto di innevamento è come il corpo umano – spiega Mirco Demetz –: ciò che si vede da fuori sono solo i cannoni sparaneve, ma in realtà sotto lo strato epidermico sta una rete capillare di servizi indispensabile per far funzionare correttamente l’intero organismo».

Rebecca Travaglini

 

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