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«Decreto dignità», per le associazioni di categoria si va in «direzione sbagliata»

Pubblicato il 23 Luglio 2018 in Imprese

 

«Che il “Decreto dignità” vada nella direzione sbagliata lo dimostra anche la relazione tecnica secondo la quale le novità previste riguardo ai contratti a termine causerebbe una perdita annua di circa 8.000 posti di lavoro. Un campanello d’allarme chiaro che non andrebbe trascurato. La reintroduzione dei voucher è un passo positivo poiché sia le aziende di tutti i comparti economici ma anche molte associazioni Onlus e organizzazioni auspicavano una soluzione rapida della questione». Una stroncatura netta quella fatta, con una nota ufficiale, da Südtiroler Wirtschaftsring – Economia Alto Adige, rete che riunisce le associazioni di categoria.

«Fin dal momento dell’approvazione da parte del Consiglio dei Ministri della bozza del “Decreto dignità” le associazioni economiche – continua la nota – avevano criticato aspramente la reintroduzione dell’obbligo di indicare la causale nei contratti a termine. E ne avevano ben donde, come conferma anche la relazione tecnica che accompagna il decreto secondo la quale con questa novità si avrebbero 8.000 occupati in meno all’anno».

La relazione tecnica: un campanello d’allarme

«Questo dovrebbe bastare come campanello d’allarme e indurre l’esecutivo a rivedere questa scelta» sottolinea Leo Tiefenthaler, presidente di Südtiroler Wirtschaftsring – Economia Alto Adige. Le imprese hanno bisogno di strumenti flessibili. «Ma sono proprio questi strumenti flessibili che verranno a mancare con le novità del decreto, dato che i contratti a termine di più di anno saranno possibili soltanto indicando la causale, mentre la durata massima scende a due anni», spiega Tiefenthaler.

I voucher: uno strumento utile per tutti settori dell’economia e altre organizzazioni

«La reintroduzione dei voucher è invece un passo positivo – spiegano da Südtiroler Wirtschaftsring – Economia Alto Adige.È importante che valgano per tutti i settori dell’economia. Come per le imprese, anche per molte associazioni Onlus e organizzazioni i voucher rappresentavano uno strumento pratico con cui far fronte a bisogni immediati in modo rapido, snello e flessibile». Un anno fa, l’abolizione dei voucher ha causato danni ingenti non soltanto al mondo imprenditoriale ma anche a molte associazioni come la Lebenshilfe, le associazioni di assistenza all’infanzia e molte altre Onlus. Per molti i costi legati al personale non erano più sostenibili. «È necessario trovare delle soluzioni volte a impedire gli abusi. Ma non possiamo colpire coloro che fanno uso di strumenti flessibili come i voucher nel loro spirito originario», conclude Tiefenthaler.

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