Da Palermo a Bolzano, a «Impulsi Vivi» storie di rigenerazione urbana

Pubblicato il 19 Marzo 2018 in Agenda, Opportunità

 

Dal Nord a Sud della penisola con esempi di come cultura e creatività possano far rivivere spazi abbandonati. Bolzano, Milano e Palermo: tre «Innovation Stories» saranno il cuore dell’appuntamento con Impulsi Vivi del 22 marzo, alle 19, al Centro Culturale Trevi (via dei Cappuccini, Bolzano). Impulsi Vivi è il percorso di incubazione dell’Ufficio Politiche Giovanili della Ripartizione Cultura Italiana della Provincia Autonoma di Bolzano realizzato da Irecoop Alto Adige – Südtirol. A portare la propria testimonianza saranno Cristina Alga (CLAC, Spazio Cre.zi. Plus Cantieri Culturali alla Zisa), Valentina Laterza (per il BASE di Milano), Giovanni Petrini e Nicholas Santini  (riqualificazione degli Ex Telefoni di Stato a Bolzano). A moderare Luca Barbieri, giornalista esperto di innovazione. Per partecipare (gratuitamente) basta iscriversi compilando l’apposito form sul sito www.impulsivi.com.

L’appuntamento rientra all’interno degli Open Day del centro Trevi – la piazza della cultura, organizzati dalla Ripartizione Cultura in lingua italiana della Provincia di Bolzano e dedicati all’avvicinamento degli operatori culturali e della cittadinanza tutta al mondo della cultura in tutte le sue declinazioni: dall’arte alla musica, dal cinema alla danza, così come a concetti di più ampio respiro e con un accento più contemporaneo quali l’innovazione culturale e l’economia creativa. Il primo Open Day, il prossimo 21 e 22 marzo, sarà dedicato al tema dell’Innovazione culturale e verrà coordinato dall’Ufficio Politiche giovanili.

«Da Bolzano a Palermo, in linea d’aria, ci sono quasi 950 km di distanza – spiega Luca Bizzarri, direttore dell’ufficio Politiche Giovanili della Provincia di Bolzano –. Ma la cultura parla un linguaggio universale, che unisce. Potremmo così toccare con mano tre esempi di rigenerazione urbana, di luoghi recuperati che riacquistano valore grazie a idee innovative e creative».

Nel frattempo è iniziata la seconda fase del percorso di incubazione. «Dopo i workshop iniziali abbiamo selezionato le otto idee innovative che sono passate alla seconda fase – conferma Teresa Pedretti, direttrice di Irecoop Alto Adige – Südtirol –. Ora siamo nella fase cruciale, quella della concretizzazione: dall’intuizione si passa alla costruzione del progetto, grazie a100 ore di alta formazione ad hoc per garantire sostenibilità finanziaria, economica e sociale».

I progetti

Cristina Alga, laureata in Scienze della Comunicazione a Bologna, vive a Palermo e si occupa di progettazione e politiche culturali fondate su alcuni principi chiave: inclusività, creatività, team multidisciplinare, uso dell’arte come strumento di partecipazione e sviluppo, dialogo aperto e negoziabile con istituzioni e imprenditori, attenzione ai processi di cittadinanza attiva e comunità, uso delle nuove tecnologie per la narrazione. Racconterà l’esperienza dei CLAC, Spazio Cre.zi. Plus Cantieri Culturali alla Zisa, nel capoluogo siciliano: un esempio di archeologia industriale diventato spazio espositivo per eventi teatrali, musicali, cinematografici e iniziative culturali di ogni genere.

Valentina Laterza, invece, ha seguito fin dai primi passi il percorso di BASE Milano, centro ibrido per la creatività all’interno dell’area ex Ansaldo di Milano. Oggi è responsabile del programma. Precedentemente, è stata Vicepresidente di Arci Milano e ha seguito il recupero di un’altro importante manufatto ex industriale, il Carroponte di Sesto San Giovanni. Appassionata di progetti di rigenerazione urbana che mettono al centro la cultura, i desideri e le energie dei cittadini.

Giovanni Petrini e Nicholas Santini, il primo esperto economista e consulente per l’innovazione, il secondo il product manager di Yob, progetto che si propone di accompagnare i giovani altoatesini nel mondo del lavoro, parleranno dell’esperienza bolzanina del progetto SmARTup agli «Ex Telefoni di Stato». Un’idea del vicepresidente della giunta provinciale Christian Tommasini, un modo per ridare vita ad un’area abbandonata, con affitti calmierati per attività di giovani under 35 e ora un edifcio di 3.000 metri quadrati, il «Drin», un che verrà destinato a tutti coloro che cercano un luogo di creatività e contaminazione continua.



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