Alto Adige: da dove arrivano i turisti e il “derby” tra Italia e Germania
Nel 2025 in Alto Adige sono stati registrati quasi nove milioni di arrivi (per l’esattezza 8.991.800) e quasi 38 milioni di presenze (per l’esattezza 37.915.347). Sull’impatto di queste presenze sul territorio altoatesino ce ne siamo occupati a lungo, in questa occasione, invece, cerchiamo di capire meglio chi sono queste quasi nove milioni di persone che hanno raggiunto l’Alto Adige nell’anno passato. Innanzitutto, da dove provengono?
Da questo punto di vista, la banca dati dell’Astat è più che esaustiva.
La provenienza dei turisti che visitano l’Alto Adige/Südtirol
Come sanno bene gli operatori turistici locali, oltre un terzo dei turisti che raggiungono la provincia di Bolzano proviene dalla Germania, 3.522.199 arrivi (il 39,20%) e 17.019.137 presenze. Non a caso, l’annunciato calo dei turisti tedeschi nel 2026, preoccupa non poco albergatori e ristoratori. I turisti provenienti dall’Italia, rappresentano un altro terzo del totale, anche se sono decisamente meno dei “germanici”: Gli arrivi registrati nel 2025 sono stati 2.714.896 (il 30,19% del totale) e le presenze 10.626.851.
Italiani e tedeschi, quindi, rappresentano quasi il 70% del totale degli arrivi, per l’esattezza il 69,39%.
L’ultimo terzo (scarso) proviene dal resto del mondo, in particolare dai paesi confinanti, Austria (1.321.387 presenze) e Svizzera (1.694.871), dai paesi dell’Est Europa, soprattutto Polonia, 661.596 presenze e Repubblica Ceca 627.312 e da paesi che ospitano paesaggi decisamente più pianeggianti: Paesi Bassi e Belgio. Gli olandesi sfiorano il milione di presenze (958.568) e i belgi il mezzo milione (490.386). Le presenze dei britannici sono di poco inferiori a quelle dei belgi (461.985), mentre le presenze francesi si fermano a 307.056. Infine, l’Alto Adige non sembra essere particolarmente frequentato dagli spagnoli 151.497 presenze, un quarto dei polacchi.
Passando ai paesi extraeuropei, superano il mezzo milione di presenze gli Stati Uniti (581.312), seguono i paesi mediorientali del Golfo (232.630) e l’Australia (124.640).
Per chiudere, ecco le presenze dall’Estremo Oriente in cui spicca il risultato coreano: Cina 119.628 presenze (ma gli abitanti sono 1,4 miliardi), la Corea del Sud 89.569 (51 milioni di abitanti) e il Giappone 19.363 presenze (124 milioni di abitanti).
Il derby Italia-Germania
Come già precisato, tedeschi e italiani rappresentano oltre due terzi degli arrivi in Alto Adige, ma quali sono le loro zone preferite?
Complessivamente, la presenza tedesca (germanica) risulta maggiormente diversificata sul territorio provinciale. Nel 2025, i turisti tedeschi hanno superato il milione di presenza in Val Venosta (1.427.805) in Oltradige/Bassa atesina (1.601.424), nel comprensorio Salto/Sciliar/Renon/Val Gardena (2.353.399), in Valle Isarco (1.856.975), in Val Pusteria (3.456.130) e soprattutto nel Burgraviato (Merano e dintorni) 5.294.115.
Gli italiani, invece, hanno superato il milione di presenze solo nel comprensorio Salto/Sciliar/Renon/Val Gardena (2.173.858) e nella zona storicamente preferita, la Val Pusteria (4.917.010 presenze). In questi due comprensori si concentra, quindi, oltre il 70% delle presenze italiane,
Più in dettaglio, in Val Venosta le presenze tedesche sono il triplo di quelle italiane e nel meranese cinque volte (5.294.115 dalla Germania contro le 903.776 dall’Italia). Una differenza simile si registra anche in Oltradige/Bassa Atesina, (349.613 presenze italiane contro 1.601.424 tedesche) dove si segnala la fortissima presenza di turisti tedeschi a Caldaro, 529.201 (il doppio delle preseenze registrate a Bolzano) mentre le presenze italiane sono poco più di trentamila, 30.872 per la precisione.
Per completezza di informazione, nel capoluogo dell’Alto Adige sono state registrate 325.415 presenze italiane contro le 252.337 tedesche.
Massimiliano Boschi
