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Anticipo del credito d’imposta, «problemi di liquidità» per le aziende

Pubblicato il 28 Giugno 2019 in Imprese

 

Le novità in tema di risanamento energetico hanno portato a svariate critiche. Nonostante i numerosi pareri contrari da parte dell’economia, il Senato ha approvato il Decreto Crescita. Con il decreto legge dello scorso 30 aprile (n° 34) erano state previste delle misure urgenti atte a modificare l’articolo 10 in tema di risanamento energetico. A seguito di tali modifiche, le aziende che svolgono il risanamento energetico possono chiedere al titolare della realtà che lo ha sollecitato il pagamento in anticipo del relativo credito d’imposta. Fino ad ora invece i proprietari delle costruzioni che lasciavano svolgere un simile lavoro potevano detrarre fino al 65% dei costi come credito d’imposta nei successivi 10 anni.

«Non è possibile che le aziende debbano chiedere ai proprietari delle costruzioni il pagamento in anticipo credito d’imposta – ha commentato il presidente di lvh.apa Martin Haller -. Per l’applicazione della novità normativa la ditta può richiedere a quest’ultimo uno sconto tra il 50 e l’80%. L’operatore economico potrà quindi detrarre dalle tasse questo importo nei successivi cinque anni. Questo passaggio non evita tuttavia alle aziende di dover fronteggiare gravi problemi di liquidità e la novità rischia di mettere in difficoltà soprattutto le realtà di piccole dimensioni».

Nel mondo economico i timori sono molti e la paura principale è quella di doversi confrontare con conseguenze pesanti. Secondo i rappresentanti economici i problemi di liquidità rischiano infatti di determinare una riduzione dei posti di lavoro. Al fine di evitare questo pericolo, lvh.apa si è schierata al fianco delle altre associazioni economiche e di Confartigianato contro questa misura. In occasione della trattazione alla Camera ed in Senato la deputata Renate Gebhard ed il Senatore Dieter Steger hanno presentato delle proposte di modifica per evitare l’introduzione della misura. Nonostante il loro grande impegno anche il Senato ha approvato il decreto, nello specifico con un voto di fiducia che ha impedito qualsiasi modifica sul testo.

«Le misure di supporto per la crescita dell’efficienza energetica sono da sostenere, ma le loro modalità di attuazione rischiano di influire negativamente sulle PMI» ha criticato proprio Steger. «Per il futuro l’obiettivo dovrà essere quello di approvare misure che garantiscano uno sviluppo economico sostenibile e favorevole alle PMI» ha concluso Haller.

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