Covid, ammonta a quasi un miliardo il 'costo' dell'emergenza in Provincia

FacebookTwitterLinkedInWhatsAppEmail

In primavera, alla fine del primo lockdown dovuto all’emergenza Coronavirus, la Giunta ha lanciato un pacchetto di misure denominato #AltoAdigesiriparte a sostegno dei cittadini, delle famiglie e delle aziende colpite dalla crisi. Oggi il presidente Arno Kompatscher, la vicepresidente Waltraud Deeg e l’assessore Philipp Achammer hanno fatto il punto sugli interventi attuati in primavera ed estate e su quelli che stanno per arrivare. In apertura di conferenza stampa il presidente ha anche riferito di aver ricevuto poco prima una telefonata dal ministro della salute Roberto Speranza che gli ha confermato il passaggio dell’Alto Adige dalla cosiddetta zona rossa alla zona arancione. Il Landeshauptmann ha quindi spiegato che al momento restano in vigore le misure previste dalla sua ultima ordinanza contingibile e urgente, la numero 73.

Per attenuare gli effetti della crisi legata alla pandemia la Giunta ha stanziato un totale di 428 milioni di euro. Questi si accompagnano a 543,5 milioni di euro di minori entrate, dovute, tra l’altro, al minor gettito fiscale. “Le misure di sostegno sono state importanti per affrontare la crisi. La nostra strategia era di procedere nel modo più equo ed equilibrato possibile nel segno della giustizia sociale “, ha sottolineato il presidente Kompatscher. Di fatto ammonta a quasi un miliardo di euro il ‘costo’ dell’emergenza Covid sostenuto dalla Provincia autonoma di Bolzano in aggiunta alle misure statali.

A partire da maggio famiglie e aziende hanno potuto richiedere prestiti a vario titolo ad una delle banche operative in Alto Adige. Il volume totale dei contributi erogati ammonta a oltre 362 milioni di euro per un totale di 4.948 domande approvate e 11,6 milioni di spesa da parte di Palazzo Widmann. In questi mesi sono state inoltre richieste dilazioni alle banche per 1,7 miliardi di euro. Per quanto riguarda il mercato del lavoro, oltre 170 milioni di euro sono stati destinati alla cassa integrazione, dei quali 89,7 milioni effettivamente erogati. Una prestazione di minore entità – anche se importante per le 210 persone interessate – è stata la proroga dei pagamenti del cosiddetto Taschengeld e delle indennità per i praticantati.

 

Iscriviti al canale Telegram!  👉🏻  https://t.me/altoadigeinnovazione

Seguici su Facebook 👉🏻  https://www.facebook.com/altoadigeinnovazione

Seguici su Linkedin 👉🏻  https://www.linkedin.com/company/alto-adige-innovazione/ 

Per sostenere l’economia altoatesina nell’affrontare la crisi in tutti i suoi settori, la Provincia ha adottato un ampio pacchetto di misure. Più di 17.400 piccole imprese con un massimo di cinque dipendenti e un calo del fatturato almeno del 50 per cento hanno ricevuto oltre 94 milioni di euro e sono state quindi aiutate in modo veloce e non burocratico”, ha detto Achammer. Sono state soprattutto sostenute le imprese dei settori dell’artigianato, dei servizi, del commercio e del turismo. “Questi aiuti mirati – ha spiegato l’assessore all’economia – sono state importanti per fare in modo che il minor numero di persone possibile perdesse il proprio posto di lavoro”. Nel settore turistico sono stati inoltre erogati finanziamenti aggiuntivi per le organizzazioni turistiche e per IDM per un totale di circa 35 milioni di euro. A ottobre hanno potuto richiedere finanziamenti imprese operanti in settori particolarmente colpiti dalla crisi, come organizzatori di eventi, agenzie di viaggio, aziende di trasporto, discoteche e sale da ballo. 205 richiedenti hanno ricevuto circa 9,2 milioni di euro. Ulteriore misura di sostegno è stato il differimento delle rate di mutui agevolati o finanziamenti in leasing tramite il fondo di rotazione. Anche gli operatori culturali hanno potuto richiedere misure di sostegno. Per il settore sono stati messi a disposizione 3,3 milioni di euro.

Anche il settore sociale è stato sostenuto con misure dirette, ma anche con pagamenti compensativi per i servizi espletati. Sono stati messi a disposizione complessivamente 15,9 milioni di euro per oltre 13.000 richiedenti. Fra questi vi sono 1.254 famiglie sostenute con 2,2 milioni di euro del Contributo Covid immediato, 6208 richiedenti del contributo speciale per gli affitti per 9 milioni, ed oltre 7.890 famiglie che sono state sostenute con più di 5 milioni di euro sotto forma di assegni familiari Covid-19. L’elaborazione di alcune domande non è stata ancora completata, motivo per cui i dati sugli assegni per i minori sono stati contrassegnati come provvisori. “La crisi sta continuando e anche molte famiglie lo stanno sentendo. Era quindi importante per noi continuare ad erogare gli aiuti con criteri adeguati. Dal 10 dicembre, i cittadini colpiti dalla crisi possono rivolgersi nuovamente al distretto sociale e lì richiedere gli aiuti immediati o il contributo speciale per l’affitto o le spese accessorie per l’alloggio”, ha informato l’assessora al sociale Waltraud Deeg. Altri 23,3 milioni di euro sono stati erogati dalla Provincia come compensazione dei costi aggiuntivi sostenuti per i fornitori di servizi di assistenza all’infanzia estiva o pomeridiana, assistenza, residenze per anziani e servizi sociali. La cifra comprende anche i bonus speciali corrisposti ai dipendenti delle residenze per anziani e dei servizi sociali.

Ti potrebbe interessare