Corriere dell’Alto Adige in sciopero, domani niente dorso locale in edicola

Pubblicato il 24 Settembre 2017 in Imprese, Territorio

 

Il Corriere dell’Alto Adige e il Corriere del Trentino domani, martedì 26 settembre, non saranno in edicola. I giornalisti del gruppo Rcs hanno proclamato una giornata di sciopero lunedì per protestare contro il blocco delle assunzioni che sta duramente compromettendo il futuro dei giovani giornalisti già impiegati nella redazione e la produzione di un quotidiano che dal 2003 è parte integrante dell’informazione quotidiana in Alto Adige e Trentino. Alto Adige Innovazione esprime solidarietà ai colleghi del Corriere, soprattutto a quei giovani colleghi di valore che rischiano di rimanere esclusi da una prospettiva professionale ampiamente meritata. Ecco il comunicato con il quale il Comitato di Redazione del Corriere dell’Alto Adige proclama lo sciopero.

Sciopero al Corriere dell’Alto Adige, il comunicato del Cdr

«Durante il tavolo di confronto di giovedì 21 settembre nella sede della Fieg a Roma tra l’azienda e i cdr dei dorsi locali del Corriere della Sera convocato dalla Fnsi siamo stati informati di nuove e più stringenti regole su tutti i tipi di contratti a termine. Regole che rischiano di minare non solo il destino dei colleghi oggi legati a queste tipologie di contratto, ma anche i fisiologici meccanismi di avvicendamento all’interno della redazione e, con essi, il ruolo che spetta al direttore. La scelta di limitare a 5 mesi e 25 giorni all’anno la durata dei contratti a termine annunciata giovedì ha infatti il solo obiettivo (dichiarato) di aggirare il cosiddetto “diritto di precedenza” in caso di assunzioni a tempo indeterminato che vengano effettuate nei successivi 12 mesi. Le regole descritte varranno anche per i posti di lavoro da sempre in pianta organica e con la responsabilità di un intero settore del giornale, senza eccezioni nemmeno nel caso in cui quei posti risultassero ormai da tempo già coperti da una lunga serie di contratti a termine. Applicato alle realtà di Trento e Bolzano, significa che ogni 5 mesi e 25 giorni due giornalisti su sette a Trento e due giornalisti su sette a Bolzano saranno colleghi “nuovi” che, data l’impossibilità di assumere i collaboratori storici, non conosceranno né le redazioni, né il territorio. Questa modalità di assunzione, che ad oggi non è nemmeno dato sapere quanto durerà, manifesta innanzitutto l’assoluta indifferenza per i destini personali di colleghi che lavorano con noi ormai anche da 11 anni, professionisti che hanno maturato competenza giornalistica e conoscenza del territorio, che per questa “colpa” vengono ora allontanati. Rende inoltre materialmente impossibile ai colleghi rimasti con contratto a tempo indeterminato la realizzazione del giornale. Le redazioni di Trento e Bolzano, spiazzate da una decisione che in prospettiva rischia di minare lo stesso prodotto editoriale e che mal si coniuga con le speranze di rilancio e solidità che il presidente Urbano Cairo aveva acceso, lunedì si asterranno dal lavoro per la seconda volta in pochi mesi, ossia per la seconda volta in 14 anni di vita delle due testate. Chiediamo alla Fnsi di attivarsi perché vengano al più presto ristabilite condizioni di lavoro accettabili».

Il Cdr del Corriere del Trentino e del Corriere dell’Alto Adige



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