Coronavirus, ecco la nuova ordinanza: tutti i provvedimenti

Pubblicato il 17 Marzo 2020 in Territorio

 

Nella conferenza stampa virtuale che si è tenuta nel pomeriggio (17 marzo) il presidente Arno Kompatscher ha fornito tutti i chiarimenti riguardo all’ordinanza firmata nella tarda serata di ieri, la decima, con la quale vengono messe in un unico documento tutte le disposizioni statali e provinciali sul Coronavirus in vigore.  Per quanto riguarda l’Alto Adige vengono anche aggiunti dei chiarimenti e alcune disposizioni più restrittive, ad esempio per i cantieri. Un lavoro pensato per fornire una panoramica completa della normativa in vigore, ma che per questo può presentare complessità di consultazione.

I bar restano chiusi

Vale quindi la pena indicare che l’ordinanza è divisa in diversi settori. La prima parte (contrassegnata dalla lettera A) contiene le misure più restrittive, in vigore fino al 25 marzo (salvo proroghe). Le successive parti, contengono altre misure, valide fino al 3 aprile. In caso di contrasto tra le misure riportate nella prima parte e quelle contenute nelle altre parti, prevalgono sempre le misure più restrittive della prima parte. In questo senso, la disposizione contenuta nella prima parte che prevede la chiusura di bar e ristoranti, prevale sul comma che prevede (nella parte B) l’apertura di bar e ristoranti dalle ore 6 alle ore 18. Non vi sono novità, quindi per quanto riguarda attività di ristorazione, bar, scuole, già previsti dai decreti nazionali e dalle ordinanze provinciali.

Le novità

Come annunciato dal Landeshauptmann nella prima conferenza stampa virtuale vi sono novità, invece, in particolare per i cantieri. Vanno sospesi i lavori ovunque, salvo che per chiudere i cantieri stessi o per metterli in sicurezza o realizzare opere necessarie ad assicurare la fornitura di servizi pubblici essenziali, ripristinare strutture e sanificazione di impianti; sono permesse anche le attività di manutenzione, installazione e i piccoli lavori edili e non edili. Gli operai possono lavorare solo se tale lavoro non comporta contatto altre persone.

Il personale impiegato nei cantieri può essere ospitato nelle strutture ricettive come il personale sanitario impiegato nell’emergenza, quello reclutato dalla protezione civile, gli operai dei cantieri. Le strutture ricettive, altrimenti, devono restare chiuse al pubblico.

Per quanto riguarda la questione delle seconde case e dei turisti, in conferenza stampa Kompatscher ha chiarito che “l’Alto Adige non caccia nessuno”. Nel documento, infatti, si “raccomanda  ai turisti, ospiti, villeggianti e tutte le altre persone presenti sul territorio provinciale che non hanno la propria residenza in Alto Adige, di rientrare alla propria residenza, affinché possano in caso di necessità beneficiare delle prestazioni dei propri medici di base o pediatri di libera scelta”. Si precisa inoltre che “restano escluse dalla presente raccomandazione le persone che si trovano sul territorio provinciale per motivi di lavoro e di conseguenza hanno sul territorio provinciale un loro domicilio”.

Le altre raccomandazioni

L’ordinanza dispone anche che l’assessorato alla mobilità riduca al minimo i servizi di trasporto pubblico, come peraltro avvenuto, e che i vertici di tutte le amministrazioni riducano all’essenziale tutta l’attività amministrativa che presupponga contatti con il pubblico.

Le attività produttive sono invitate a ridurre “le mansioni da svolgere a quelle strettamente necessarie per non interrompere la filiera produttiva”. Ai cittadini è raccomandato di “evitare lo svolgimento delle attività motorie in gruppo, avendo cura altresì di non entrare in contatto con persone che non facciano parte del proprio nucleo familiare”.

Nell’ultimo punto nel documento si chiede, infine, ai cittadini di “evitare nella maniera più assoluta i contatti con altre persone e, qualora si renda necessario interloquire, ad esempio in occasione dell’acquisto dei generi alimentari di prima necessità, si raccomanda di coprirsi il naso e la bocca, al fine di limitare il più possibile il rischio del diffondersi del contagio”.



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