Cooperative agricole: sale la fiducia per cantine sociali e frutticoltori, in difficoltà le latterie

Vittoria Battaiola
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L’edizione primaverile del Barometro dell’economia dell’IRE – Istituto di Ricerca Economica della Camera di commercio di Bolzano – mostra un clima di fiducia molto eterogeneo tra le cooperative agricole altoatesine. Buoni i risultati dei settori vinicolo e frutticolo, difficoltà invece tra le latterie sociali, soprattutto a causa dell’incremento dei costi di produzione. Il maggiore ottimismo si riscontra tra le cantine sociali, che possono contare su una buona vendemmia 2021 e sulla ripresa della domanda. Si contano infatti oltre 450.000 quintali d’uva, da cui sono stati ricavati circa 318.000 ettolitri di vino, la cui qualità è giudicata molto positivamente dai cantinieri. Per il 2022 si prevede un ulteriore aumento dei fatturati, soprattutto sul mercato italiano ed estero.

Comparto frutticolo
Sicuramente positivi anche i dati provenienti dal comparto frutticolo altoatesino: nell’autunno 2021, infatti, il raccolto di mele è stato di circa 935.000 tonnellate, con una crescita del 4,1% rispetto al precedente anno. Ciononostante, le previsioni di redditività per il 2022 appaiono piuttosto modeste, dal momento che l’aumento di produzione di mele in Europa potrebbe comportare conseguenze negative sui prezzi. Anche la crisi russo-ucraina, con le consecutive problematiche legate all’esportazione, all’aumento dei costi ed ai trasporti, aggrava l’eccesso di offerta sul mercato europeo.

“Il settore agricolo è fortemente colpito dall’aumento dei prezzi dell’energia e delle materie prime, e non sempre è possibile imputare questo aumento ai prezzi dei prodotti agricoli finali. Di conseguenza, l’aumento dei costi è spesso a carico delle agricoltrici e degli agricoltori”, commenta Michl Ebner, Presidente della Camera di commercio.


Settore lattiero-caseario
Ancora in difficoltà appaiono invece le latterie sociali, tanto che la redditività conseguita nel 2021 viene considerata soddisfacente in appena un quarto dei casi. La dinamica dei costi – peggiorata progressivamente nel corso dell’anno a causa dei rincari dell’energia – e l’andamento piuttosto debole dei fatturati rimangono le principali cause di questo clima negativo. Qualche segnale di ripresa si è osservato nell’ultima parte dell’anno, grazie anche al progressivo aumento delle quotazioni del latte sui mercati internazionali.

“La situazione del settore lattiero-caseario non è mai stata così drammatica – sostiene Joachim Reinalter, Presidente della Federazione Latterie Alto Adige – i costi di produzione per le latterie, le allevatrici e gli allevatori aumentano ogni giorno e solo una parte può essere trasferita sui prezzi di vendita. Gran parte degli incrementi resta a carico delle contadine e dei contadini, rendendo non più redditizia la produzione del latte. Il pericolo che molte stalle chiudano è reale. Se sparisce la produzione di latte, sparisce anche il paesaggio. La politica e la popolazione devono esserne consapevoli.”

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