Energia idroelettrica, tanti vantaggi ma la manutenzione «è cosa da esperti»

Pubblicato il 18 Aprile 2016 in Innovazione, Territorio

centrale idroelettrica di Cardano  

Energia idroelettrica è pulita, sostenibile e poco costosa. Affinché sia anche sicura, servono misure di controllo e manutenzione. Questo è quanto emerso al un convegno internazionale organizzato dal Gruppo di Lavoro “Hydro +” del Cluster Protezione Civile & Sicurezza Alpina di IDM Alto Adige nella centrale idroelettrica di Cardano. Durante l’incontro si è discusso anche delle possibilità innovative legate al tema.

La storica centrale idroelettrica di Cardano “Carlo Cicogna” ha ospitato rinomati esperti internazionali e nazionali che hanno cecato di dare una risposta alle domande più frequenti sul futuro dell’energia rinnovabile legata all’acqua. Come si controllano e sorvegliano le gallerie di derivazione idroelettrica delle centrali? Con quali tecniche si riparano meglio le opere idrauliche? Quali elementi si devono prendere in considerazione nella ristrutturazione delle gallerie? Tre sono stati i temi centrali: le più moderne tecniche di sorveglianza e controllo, gli aspetti geologici, quelli relativi alla tecnica e ai materiali e quelli idraulici e infine l’ispezione e la manutenzione delle gallerie di derivazione idroelettrica delle grandi centrali.

L’evento è stato organizzato all’interno del Cluster Protezione Civile & Sicurezza Alpina di IDM dal Gruppo di Lavoro “Hydro +”, costituito dalle aziende Alperia, Hydro safety, Idroservice Italia e Teso insieme all’Università di Bolzano. Ad aprire i lavori l’Assessore provinciale per lo sviluppo del territorio, l’ambiente e l’energia Richard Theiner, il direttore di IDM Hansjörg Prast e Walter Gostner, membro del Consiglio di Gestione di Alperia.

Richard Theiner

Richard Theiner

Energia idroelettrica, gli sviluppi futuri

«Le centrali idroelettriche nell’arco alpino hanno in media 70 anni – afferma Hubert Hofer, responsabile del reparto Development alla IDM. – Non si deve dimenticare che, a causa dei cambiamenti climatici, le condizioni per il funzionamento degli impianti sono cambiate, una sfida che devono affrontare tutti quelli che gestiscono impianti di centrali idroelettriche sulle Alpi. Il nostro convegno vuole stimolare e supportare lo scambio di esperienze tra i Paesi partecipanti, in modo che si possano cercare insieme le migliori soluzioni e gli approcci più efficaci per superare tale sfida».

Un convego simile era già stato oranizzato lo scorso anno, incentrato sul tema delle condotte forzate nelle centrali idroelettriche. «Alperia è un fornitore di energia affidabile, che si impegna per la sicurezza con responsabilità» – afferma Wolfram Sparber, Presidente del Consiglio di Gestione di Alperia. – «La modernizzazione e il miglioramento continuo delle infrastrutture vengono sempre incentivati all’interno della nostra azienda».

Per ascoltare le relazioni degli esperti sono arrivati alla centrale idroelettrica di Cardano più di 100 partecipanti fra addetti ai lavori, gestori di impianti e tecnici, ma anche rappresentanti delle istituzioni e scienziati da Svizzera, Austria, Italia e Spagna. I partecipanti altoatesini hanno potuto beneficiare della combinazione tra sapere di alto livello ed esperienze pratiche.

Karl Lobis della Teso ha dimostrato come alle perdite nelle tubature sottoterra si possano applicare delle guarnizioni con un kit di “pronto soccorso”, un nuovo metodo col quale si può evitare la fuoriuscita di acqua dalle gallerie di calcestruzzo iniettando una massa ad asciugatura rapida. L’imprenditore altoatesino Armin Burger ha mostrato ai partecipanti come si puliscono le tubazioni con getti d’acqua ad alta pressione con un robot apposito (in copertina), riuscendo a ridurre drasticamente la quantità di materiali pericolosi da eliminare rimandandoli nuovamente nel ciclo dell’acqua.

«Ci fa piacere constatare che l’innovativo Gruppo di Lavoro “Hydro +” negli ultimi due anni sia stato così attivo. Il convegno sta diventando un appuntamento fisso del settore nell’arco alpino», afferma soddisfatto il coordinatore del Cluster Protezione Civile & Sicurezza Alpina Sebastian Mayrgündter.

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