Contributi ai pendolari, ecco i nuovi criteri

Pubblicato il 8 Marzo 2016 in Lavoro, Territorio

Treno Dolomiti  

Potranno essere concessi ai lavoratori dipendenti che si spostano per lavoro almeno 120 giorni l’anno, con un tragitto superiore ai 18 km – solo andata – con un percorso su cui non è prevista un’offerta di trasporto pubblico con cadenza di almeno mezz’ora a passaggio. Sono i nuovi criteri, stabiliti dalla Giunta Provinciale di Bolzano, per i contributi ai pendolari.  Il contributo è calcolato unicamente per il percorso situato sul territorio provinciale. Rientrano inoltre tra i criteri la distanza dalla fermata di autobus più vicina, la combinazione tra gli orari dei mezzi pubblici e quelli di inizio e fine turno di lavoro, nonché i tempi di attesa del mezzo pubblico. Non hanno diritto al contributo i lavoratori con un reddito individuale complessivo, al lordo degli oneri deducibili, superiore a 50mila euro l’anno.

Contributi ai pendolari, ecco a quanto ammontano

L’ammontare del contributo è pari al prodotto tra il contributo unitario fissato dalla Giunta provinciale (0,05 euro al km), il numero dei km percorsi al giorno in andata e ritorno e il numero dei giorni di effettivo spostamento. Il contributo unitario è maggiorato per chi viaggia in auto con altri lavoratori pendolari. Le domande di contributo relative al 2015 devono essere presentate dal 1° aprile 2016 e entro il 30 giugno 2016 all’Ufficio provinciale trasporto persone: ecco la pagina con gli aggiornamenti. Per i contributi ai pendolari relativi al 2014 e non ancora liquidati restano in vigore i vecchi criteri. Annualmente la Provincia esamina e liquida oltre tremila di domande.

«In base ai nuovi criteri, i contributi possono essere concessi ai lavoratori dipendenti – conferma l’assessore Floran Mussner –  che per almeno 120 giorni all’anno devono spostarsi per motivi di lavoro dalla dimora abituale, situata in uno Stato UE o in Svizzera, fino al luogo di lavoro in Alto Adige, oppure inversamente a quelli che sono pendolari tra la dimora abituale in Alto Adige e il posto di lavoro in uno Stato UE o in Svizzera».

 

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