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Cna: campagna #stopdumping. Aziende di trasporto in crollo

Pubblicato il 26 febbraio 2018 in Imprese, Territorio

Camion al Brennero  

CNA Fita del Trentino Alto Adige lancia l’allarme: «Il Governo, la politica blocchino il tentativo di apertura indiscriminata dei vettori esteri nel territorio nazionale – afferma Piero Cavallaro, referente della CNA Fita in Trentino Alto Adige – che praticano forme di concorrenza sleale nei confronti degli autotrasportatori italiani». I dati allarmanti forniti da CNA Fita parlano chiaro, negli ultimi anni l’autotrasporto Italiano ha perso importanti quote di mercato per colpa di una concorrenza con la quale è impensabile poter competere. A farne le spese sono state soprattutto le Piccole e Medie Imprese Artigiane dell’autotrasporto che dal 2008 sono diminuite di 25.587 unità (fonte movimprese – elaborazione dati CNA Fita).

In Trentino Alto Adige le aziende di trasporto sono calate da 1.347 nel 2009 a 1.077 nel 2015 (-20%). «Le imprese di autotrasporto italiane che fino al 2008 avevano un ruolo in Europa – prosegue Cavallaro – in quasi dieci anni hanno visto perdere competitività e capacità di aggredire il mercato del trasporto internazionale, assistendo anno dopo anno ad una vera e propria invasione di operatori che stanno occupando importanti spazi nel mercato nazionale attraverso forme di cabotaggio non sempre regolare e spesso effettuato dalle cosiddette imprese “estero vestite”, imprese italiane che hanno de-localizzato la propria attività nei nuovi paesi dell’est emergenti».

In questi giorni, a Bruxelles, con il dibattito sulle norme contenute nel pacchetto mobilità, si stanno determinando le sorti ed il futuro delle imprese di autotrasporto: «Per la sopravvivenza delle imprese di un comparto strategico come quello del trasporto e della logistica sostiene la CNA Fita – è necessario che si adottino urgentemente misure in grado di arginare fenomeni distorsivi della concorrenza. Non intervenire vuol dire mettere l’autotrasporto Italiano nelle mani di altri, non possiamo competere con chi in nome della libera circolazione delle merci esegue trasporti con un costo del lavoro di 8 € all’ora, contro i 28 € all’ora in Italia, con costi di gestione generalmente più bassi e una tassazione favorevole».

Nell’apposita locandina inviata alle istituzioni e agli europarlamentari, CNA Fita chiede: no alla liberalizzazione del cabotaggio stradale; no all’uso illegale e distorto del distacco transnazionale; maggiori controlli per la verifica della regolarità delle operazioni di trasporto internazionale e di cabotaggio; no all’estensione della possibilità di noleggiare veicoli di massa > 6 ton alle imprese di trasporto in contro proprio; no alla disapplicazione delle norme sui tempi di guida e di riposo ai trasporti non commerciali, senza limiti di massa; una nuova articolazione dei riposi settimanali degli autisti.

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