Braies, i residenti contro il turismo da Instagram. E il caso arriva sulla stampa nazionale

Pubblicato il 12 Febbraio 2020 in Territorio

 

Il lago di Braies al centro dell’attenzione nazionale. Come racconta Isabella Bossi Fedigrotti sul Corriere della Sera, tre imprenditori del luogo, Alexander Trenker, Mirko Steiner e Bruno Heiss, hanno riunito la popolazione di Braies, 650 residenti, per trovare un modo per stoppare il turismo mordi e fuggi. Un articolo, quello del Corriere della Sera, che (e ammettiamo con nostra soddisfazione) richiama il reportage fatto proprio qualche giorno fa da Massimiliano Boschi per la rubrica Alto Adige Doc, che invitiamo a leggere. Già dal titolo si vede la somiglianza del pezzo del quotidiano nazionale con quello di Alto Adige Innovazione. E il Corriere riprende la genesi del tutto, ovvero la fiction «A un passo dal cielo».

«Tutto è incominciato qualche anno fa con la serie Rai Un passo dal cielo», spiega Trenker, patron dell’omonimo albergo a 5 stelle: «Eravamo contenti ma adesso dobbiamo trovare un modo per salvare la nostra valle. Il turismo va contingentato, la nostra comunità non può sopportare l’invasione di un milione e mezzo di visitatori all’anno che si fermano a volte anche solo per il tempo di postare una foto su Instagram».

Una serie che ha portato Braies e il suo lago nelle case di tutti gli italiani. Tanto da farlo diventare un posto familiare, più che da vedere in qualche modo da rivedere. Come scrive Boschi: «Forse non c’è molto da aggiungere a quanto già scritto da Marshall McLuhan: «Il mondo è diventato una specie di museo di oggetti che abbiamo già incontrato in un altro medium, il turista si limita a verificare le proprie reazioni di fronte a cose che gli sono da tempo familiari e scattare a sua volta delle foto». Quando McLuhan l’ha scritto, internet non era stato nemmeno immaginato, ma oggi sembra difficile smentirlo. Grazie alla rete e alla facilità di spostamento, tutto il mondo sembra oggi indirizzato verso la trasformazione in un enorme parco a tema, ma, forse, sono proprio i bambini a poterci indicare uno sguardo e un percorso alternativo».

I tre imprenditori hanno proposto un’alternativa green al turismo mordi e fuggi.

Il progetto prevede diverse infrastrutture: un centro visite all’ingresso della valle dotato di parcheggio, una zona ricreativa sulle rive del rio di Braies e persino una fermata ferroviaria che permetterà di raggiungere la vallata con i treni della linea della Pusteria. Da lì in poi, all’interno della valle, ci si muoverà solo a bordo di bus a idrogeno con il “carburante” che potrebbe essere prodotto in loco grazie ad una propria centrale elettrica ed immagazzinato con le nuovissime tecnologie della brunicense Gkn Sinter Metals. Il centro visite sarà allestito come una struttura museale, destinata a far conoscere il patrimonio naturale delle Dolomiti e della valle di Braies in uno stabile, firmato dagli architetti Mahlknecht e Micheli, che si inserisca in maniera armoniosa nel paesaggio.

 



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