Al via il progetto per regalare a Bolzano la sua «maschera»

Vittoria Battaiola
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I festeggiamenti del carnevale sono un appuntamento sentito dai cittadini di Bolzano, dai bambini ma non solo. Per questo motivo è nato il progetto “La maschera che non c’è”. “Si tratta di qualcosa che animerà la città – e non solo – da oggi fino al carnevale 2023. L’obiettivo? È uno solo, ma molto ambizioso: avviare un processo partecipato ed aperto alla cittadinanza, che miri alla progettazione condivisa ed alla realizzazione di una maschera della città di Bolzano”, spiega Massimiliano Gianotti, presidente della Cooperativa 19, il quale, insieme al Teatro Cristallo, a Cristallo Young, all’Assessorato delle Politiche Sociali al Tempo Libero e allo Sport del comune di Bolzano e all’Ufficio provinciale Politiche Giovanili, ha supportato e curato la nascita di questa iniziativa.

“Fa sempre specie quando un’idea, frutto di lavoro e impegno, si cristallizza poco alla volta, diventando un percorso che ha un unico grande scopo: quello di permettere al carnevale di riacquistare la sua dignità e di essere vissuto dai cittadini nella sua totalità – continua l’Assessore Juri Andriollo -. Il carnevale è dei bambini, ma anche dei ragazzi e degli adulti, di tutti noi. A carnevale tutto è permesso: si tratta di un momento di libertà, in cui ciascuno si spoglia di quelli che sono i limiti della morale”.

È con una domanda che è stato stilato un ricco programma di iniziative lungo tutto il corso del 2022: esiste una “maschera della società”, somma di quelle personali e sintesi delle espressioni, dei significati e delle dinamiche sociali che determinano i gruppi e le comunità in cui viviamo? Un itinerario ragionato e condiviso di appuntamenti, che toccheranno tutti i quartieri, in grado di aprire parentesi di riflessione collettiva sul significato e l’origine della maschera. D’altronde, come sostiene Andriollo, il Carnevale non è solamente un momento di gioia e di svago, ma anche “uno studio, una capacità di riconoscere il valore storico, antropologico e sociale della maschera.” In apertura di programma, ieri pomeriggio, uno spettacolo di burattini di Gigio Brunello dedicato a bambini e famiglie in piazza Matteotti. A seguire, tra marzo ed aprile un’ampia scelta di laboratori per tutte le fasce d’età ma anche intergenerazionali, curati dal Museo Internazionale della Maschera Amleto e Donato Sartori, portatori dell’eredità storica della produzione delle maschere in Italia. Successivamente, a luglio, lo spettacolo teatrale itinerante in collaborazione con la compagnia Pantakin di Venezia, rappresentata dal regista Michele Modesto Casarin e dal drammaturgo Marco Gnaccolin.

“Quello che andremo a raccontare – spiegano – è un’unione di due realtà differenti, quella montana e quella veneziana, che si incontreranno per creare una nuova storia di genesi del carnevale. Una storia di cortei di essere leggendari, demoniaci e provocatori, che escono dalle grotte più nascoste dei paesi e delle città per andare a sovvertire – in maniera burlesca e vendicativa – gli egoismi dei popoli e la mancanza di condivisione.”

A seguire, in autunno, si svolgeranno le fasi di lettura e approfondimento dei dati raccolti; si tratta di questionari, distribuiti nelle scuole e nelle associazioni, compilabili anche online direttamente dal sito del progetto. “Questo contributo collettivo ha già portato alcuni feedback” spiega Gianotti “secondo cui la città di Bolzano sarebbe rappresentata, figurativamente, da un contabile diffidente, lavoratore ed introverso”. La consegna della maschera – la cui realizzazione è affidata al Museo Internazionale della Maschera in seguito all’analisi dei dati raccolti – è prevista per il Carnevale 2023. Conclude l’Assessore Andriollo: “Questa è l’idea, adesso tocca a tutti quanti noi declinarla. È impegnativo, ma il nostro obiettivo è lasciare alla fine del 2023 un messaggio, un modello e un obiettivo su cui poi chiunque potrà intervenire. Facciamo in modo che il carnevale di Bolzano non si riduca ad una sfilata di carri in giornata, ma si intenda invece qualcosa di molto più complesso e articolato nell’arco di più mesi dell’anno.”

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