Bolzano città aperta: in più di 200 per l'incontro di Dada Rose

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La Lega aveva chiesto di revocare l’aula e allertato la Digos. Casa Pound risultava un poco indispettiva. Benko non crediamo si preoccupasse poi troppo. Il volantino che convocava la serata aveva sollevato un putiferio mediatico. Eppure la sala del liceo Carducci era colma di gente ieri sera: oltre duecento persone arrivate per l’incontro organizzato da Dada Rose intitolato “Periferie, degrado, RUSPA!“. Protagonisti tre scrittori e tre libri: Giuliano Santoro, Valerio Renzi, Wolf Bukowski. Un ragionamento a più voci, orchestrate da Flavio Pintarelli, sull’ideologia del degrado – così definita – che si è imposta nel dibattito pubblico degli ultimi venti anni e il suo utilizzo per ridurre gli spazi comuni. Come se, è la tesi, un luogo fosse difendibile solo dal degrado quando è privatizzato.

Un dibattito che in molte città avrebbe avuto luogo solo in un centro sociale, a Bolzano ha avuto accoglienza in una sala pubblica, un bene comune. E questo, è sintomo di buona salute. In sala molta sinistra – dai Verdi a Rifondazione (ma per chi voteranno alle comunali? per Maur e l’Svp?) – e tanta gente comune, magari anche non d’accordo con le tesi di fondo, presente solo per riaffermare il principio che a Bolzano si può parlare di tutto. Addirittura di tre libri.

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