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Con il bio-agricoltore l’innovazione arriva nei campi

Pubblicato il 16 novembre 2017 in Innovazione

Abb1_Fig1_Inno4Grass(c)Versuchszentrum Laimburg  

Utilizzo di foraggi derivanti al 100% dalle superfici aziendali, impiego di una razza idonea al pascolo, combinazione flessibile di sfalcio e pascolo in accordo con l’andamento stagionale, conservazione della biodiversità vegetale nelle aree di maggior pregio naturalistico e spazi organizzati per rispettare gerarchie e bisogni del bestiame. Il bio-agricoltore Markus Lintner dello Schornhof di Aldino ha le idee chiare su come promuovere la salute e il benessere degli animali. Una strategia che alla fine dei conti non solo garantisce un’elevata qualità delle carni, ma risulta anche in una riduzione effettiva dei carichi e dei tempi di lavoro. Le tecniche di allevamento allo Schornhof sono state prese come esempio d’innovazione nella prima tavola rotonda altoatesina organizzata nell’ambito del progetto europeo Inno4Grass, finanziato dal programma Horizon 2020.

Otto tavole rotonde per raccogliere esempi di innovazione

Le tavole rotonde in Alto Adige vengono organizzate e coordinate dai ricercatori del Gruppo di lavoro Foraggicoltura del Centro di Sperimentazione Laimburg, in stretta cooperazione con il Dipartimento innovazione dell’Unione Agricoltori e Coltivatori diretti Sudtirolesi e la Consulenza per l’agricoltura montana (BRING). Il progetto europeo Inno4Grass prevede entro la fine del 2019 un totale di otto tavole rotonde in Alto Adige. L’obiettivo è individuare e analizzare con un approccio multidisciplinare esempi di innovazione nelle pratiche e nei sistemi sviluppati dagli imprenditori agricoli riguardanti gestione, strumenti, macchine ed equipaggiamenti. Lo scopo a lungo termine del progetto è incrementare la redditività delle aziende europee basate sull’uso dei foraggi, preservandone i valori ambientali. «Con il progetto si vuole mettere a disposizione di tutti gli agricoltori un’informazione compatta su punti di forza, prerequisiti e possibili criticità dell’innovazione stessa – spiega Giovanni Peratoner, responsabile del settore Agricoltura Montana del Centro Laimburg e responsabile del progetto a livello locale – Il nostro lavoro sarà quindi focalizzato anche sull’identificazione di bisogni e aspettative dei nostri imprenditori agricoli».

La seconda tavola rotonda è prevista il 15 dicembre 2017 presso la Scuola professionale per l’agricoltura ed economia domestica Salern a Varna, in conclusione all’evento Expertenforum Berglandwirtschaft (Convegno sull’agricoltura montana).

Il benessere del bestiame al primo posto

Un animale sereno produrrà carne migliore. Con questo motto Markus Lintner gestisce dal 2006 con la sua famiglia il maso Schornhof ad Aldino, dove il bestiame viene allevato senza l’ausilio di foraggi extraaziendali e nel rispetto del suo benessere. Da aprile a ottobre pascola sulle superfici aziendali, delle quali le più pregiate dal punto di vista naturalistico vengono gestite in maniera estensiva. I tempi e le aree di pascolo sono flessibili e vengono quindi adattate all’effettivo sfruttamento da parte degli animali e alle condizioni meteorologiche. Nei mesi invernali le mucche vengono alimentate solo con fieno ricavato dagli stessi prati di proprietà dell’azienda agricola, senza insilati o integrazioni di origine extraaziendale. Anche grazie alla consulenza varietale del Centro Laimburg, i prati-pascolo intorno al maso vengono traseminati con regolarità con specie foraggere e varietà che consentono di ottenere foraggi d’alta qualità. Un ulteriore elemento che rende i prati particolarmente sostanziosi per gli animali. Markus Lintner è estremamente convinto della strada percorsa: «Puntiamo alla qualità e non alla quantità. Per questo non sfruttiamo la risorsa terra e animale al 100%. In cambio, questo ritorno alle origini ci garantisce un prodotto migliore». La carne dei suoi bovini e vitelli viene commercializzata sotto l’etichetta “Bio*beef” dalla cooperativa Bioregio, un gruppo di 23 bio-agricoltori altoatesini.

Il progetto Inno4Grass

Inno4Grass è l’acronimo del progetto europeo che sintetizza il titolo esteso «Spazio di innovazione condivisa per la produttività sostenibile di prati e pascoli in Europa». Il progetto prevede un totale di 144 tavole rotonde in tutta Europa, dalle quali convoglieranno esempi pratici di innovazione applicata in una piattaforma di scambio. Questa comprende un sito web (www.inno4grass.eu/it), la produzione di materiali per la disseminazione (sintesi sulle innovazioni, video clip, etc.), nonché l’organizzazione di corsi di formazione e programmi di scambio tra gli Stati. Al progetto partecipano importanti organizzazioni di agricoltori, servizi di consulenza in agricoltura, istituti di istruzione e di ricerca di otto paesi europei – Germania, Francia, Irlanda, Italia, Paesi Bassi, Polonia e Svezia. Il progetto Inno4Grass è coordinato dal Grünlandzentrum Niedersachsen e finanziato dal programma europeo Horizon 2020. L’Italia viene rappresentata nel progetto dal Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR), l’Associazione Italiana Allevatori e dal Centro di Sperimentazione Laimburg che, a livello locale, collabora con il Dipartimento innovazione dell’Unione Agricoltori e Coltivatori Diretti Sudtirolesi, la Consulenza per l’agricoltura montana (BRING) e le scuole professionali di agricoltura.

 

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