Un'opera in tre minuti: la bandiera di Hannes Egger che "spegne" la fiamma Olimpica

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Bolzano/ Anterselva. Ormai ci siamo, i Giochi Olimpici Invernali Milano-Cortina sono alle porte e, come noto, anche l’Alto Adige prenderà parte al grande evento con le gare di Biathlon ad Anterselva (dall’8 al 21 febbraio 2026). Mentre a Bolzano fervono i preparativi per il passaggio della fiamma Olimpica il prossimo 27 gennaio e i comunicati ufficiali parlano con toni entusiastici di City Celebration annunciando che per l’occasione sarà allestito “un programma di iniziative che unisce tradizione e innovazione, valorizzando la capacità della Città e della Provincia di creare esperienze culturali e artistiche di grande suggestione” c’è anche chi gli entusiasmi li spegne, anzi li oscura del tutto. Parliamo dell’artista Hannes Egger: la sua bandiera totalmente nera “Black Flag” spicca tra le tante bandiere d’artista concepite da diversi artisti e artiste dal Veneto, dall’Alto e dalla Lombardia, installate all’ingresso della Valle di Anterselva (fino a fine marzo 2026, per info). Create appositamente per l’occasione, le bandiere sono parte di un progetto organizzato dal Südtiroler Künstlerbund, che nelle intenzioni intende “creare un dialogo vivo tra sport, arte e società”.

L’artista Hannes Egger. Foto Luca Meneghel

Ma perché creare una bandiera nera? E’ forse un modo per farsi notare di più e far parlare di sé? (ci viene in mente la celebre domanda di Moretti in Ecce Bombo: Che dici vengo? Mi si nota di più se vengo e me ne sto in disparte o se non vengo per niente?). Non proprio, come ci spiega l’artista. “La bandiera nera simboleggia il lutto, è simbolo di dolore e di perdita. Vede, questo tipo di eventi mi rende triste: le bandiere dovrebbero essere a mezz’asta quando si fanno le Olimpiadi. Vorrei far riflettere sul fatto che i Giochi non esistono solo in una dimensione celebrativa, ma devono essere considerati anche in modo critico: mi chiedo se questi eventi sportivi di massa e su larga scala abbiano ancora senso, soprattutto per un territorio come l’Alto Adige, che è costantemente sotto pressione a causa del turismo”. (Per informazione, la scorsa stagione turistica invernale ha registrato in Alto Adige 3,4 milioni di arrivi e 14,3 milioni di presenze, ovvero il numero di notti trascorse da una persona in una struttura alberghiera. Secondo la Provincia di Bolzano, nelle due settimane dei Giochi, ad Anterselva sono attese 200mila persone – gli abitanti dell’Alto Adige sono ca. 539mila)
Ma il messaggio della Black Flag di Egger va oltre il discorso della sostenibilità “Non sono un fan degli eventi sportivi,  dietro c’è spesso del nazionalismo.  La bandiera nera è anche un simbolo dei movimenti anarchici: è un simbolo contro l‘autorità e il patriottismo cieco, un segno contro l‘atto stesso di issare la bandiera. Credo che nel mondo globalizzato di oggi bandiere e nazionalismi non ci rappresentino più, eppure continuiamo a creare gruppi, branchi…e i branchi cosa fanno? Si scontrano l’uno con un altro”.  Le parole di Egger ci fanno rifletere sui branchi di oggi, che non sono più quelli delle foreste, ma quelli delle tribù digitali e che, come spiega il filosfo Byun-Chul Han, fanno “dell’identità uno scudo o una fortezza, che respinge ogni alterità”. Con o senza bandiera.

Caterina Longo

Immagine in apertura: le bandiere esposte ad Anterselva, 2025, courtesy SKB. Oltre ad Hannes Egger, gli artisti e le artiste coinvolte sono: lexa Baldessari, Hannes Egger, Karolina Gacke, Urban Grünfelder, Franz Irsara, Wil-ma Kammerer, Kira Kessler, Oliver Kofler, Sophie Lazari, Nathan Mutschlechner, Damian Piazza, Isabell Pitscheider, Leonora Prugger, Micol Roubini, Kollektiv Schwarzenfeld

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