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Bacini montani: progetto di formazione scolastica a Gais

Pubblicato il 14 Maggio 2019 in Territorio

 

La scorsa settimana presso la Gatzaue nel Comune di Gais si è svolto un incontro formativo della locale scuola elementare con alcuni esperti dell’Area funzionale bacini montali della Protezione civile. La Gatzaue dal 2004 è al centro di un progetto di rivitalizzazione che è giunto alla sesta fase di realizzazione. Nel corso della giornata dedicata alle scienze naturali 116 alunni delle scuola elementare di Gais hanno avuto modo di entrare in contatto con i vari aspetti naturalistici legati al progetto di rivitalizzazione dell’area ed hanno quindi preso parte alla messa a dimora di tipiche piante che compongono la vegetazione ripariale con la Stazione forestale di Campo Tures.

L’Ufficio caccia e pesca era presente all’incontro con apposite strumentazioni che hanno consentito agli alunni di vedere i tipici insetti ed i pesci che popolano il corso d’acqua. È stato illustrato anche l’uso dello storditore elettrico grazie al quale è possibile catturare i pesci per effettuare le necessarie rilevazioni per poi liberarli nuovamente senza danneggiarli. Gli studenti hanno avuto modo di vedere da vicino altre specie animali tipiche delle zone umide come, ad esempio, gli anfibi. Nel corso della giornata gli esperti dei Bacini montani hanno  illustrato agli studenti i vantaggi di una moderna protezione dalle alluvioni grazie alla realizzazione di percorsi fluviali naturali.

Un Piano di sviluppo molto articolato 

“Dal 2011 vengono realizzate misure di miglioramento della morfologia dei corsi d’acqua provinciali sulla base di un apposito Piano di sviluppo” afferma il direttore dell’Agenzia per la Protezione civile, Rudolf Pollinger. Uno dei criteri fondamentali è quello di considerare i corsi d’acqua come dei sistemi dinamici correlati tra loro e di coinvolgere nella progettazione anche l’ambiente circostante. L’obiettivo prioritario è quello di valorizzare i corsi d’acqua in qualità di ambienti naturali multiformi e connessi tra loro.

Tutela dell’habitat naturale

Il fiume deve avere uno spazio minimo d’azione e una certa libertà di movimento, in continuo scambio con il paesaggio circostante, al fine di avere un habitat acquatico sano e vitale. In quest’ottica vengono ripristinate aree naturali di sfogo delle esondazioni poste al di fuori degli insediamenti. Numerosi interventi negli ultimi anni hanno interessato l’ampliamento degli alvei dei fiumi.

Degli oltre 500 interventi proposti nel catalogo delle misure, finora ne sono stati realizzati 115. Le esperienze raccolte confluiscono nella progettazione e implementazione di altre misure. La progettazione e la realizzazione è finanziata tramite fondi UE, dell’Agenzia protezione civile e grazie ai fondi di compensazione ambientale derivanti dalle centrali idroelettriche, nonché con il fondo per la pesca.

I progetti di sistemazione e riqualificazione fluviale realizzati in questi anni in territorio altoatesino su vari fiumi sono documentati e illustrati da Kathrin Blaas e Peter Hecher in una nuova pubblicazione di 90 pagine, che parla anche degli effetti dell’uomo sull’ecosistema fiume, dal titolo “Riqualificazione fluviale in Alto AdigeContesto generale ed esempi pratici”, la brochure è in distribuzione gratuita, in forma cartacea, presso la sede del settore sistemazione bacini montani dell’Agenzia protezione civile, in via Cesare Battisti 23 a Bolzano.

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