Autonomia dopo il 1992, lo studio dell’Università di Innsbruck

Pubblicato il 6 Giugno 2017 in Culture, Territorio

autonomia  

Come è cambiata e come si è sviluppata l’autonomia altoatesina dopo la quietanza liberatoria del 1992? A questa domanda, su incarico della Giunta provinciale, hanno cercato di dare risposte i due professori di diritto dell’Università di Innsbruck, Walter Obwexer e Esther Happacher, nell’ambito di uno studio estremamente corposo e complesso, composto da 600 pagine (a breve la versione bilingue sarà pubblicata sul web) e presentato quest’oggi (6 giugno) a Palazzo Widmann.

«Recuperare le competenze del 1992»

«A 25 anni di distanza dalla chiusura della vertenza altoatesina di fronte all’ONU – ha spiegato il presidente Arno Kompatscher –abbiamo finalmente la possibilità di avere un quadro ampio e dettagliato dello stato di salute della nostra autonomia dal punto di vista giuridico. Lo studio rappresenta un punto di partenza in quanto fornisce le basi per lavorare in maniera bilaterale affinchè si possa ristabilire la situazione del 1992 in termini di recupero delle competenze. Il tutto, naturalmente, tenendo conto dei paletti stabiliti dal diritto europeo». Proprio con riferimento al diritto europeo e al diritto costituzionale italiano, l’analisi di Obwexer si concentra sull’evoluzione nel campo delle competenze primarie, secondarie e terziarie dell’autonomia. «La quietanza liberatoria – ha spiegato il professore universitario – è comparabile ad una clausola di diritto internazionale, e tutto ciò che a livello di competenze è stato limitato dal 1992 in poi, è avvenuto con l’assenso, palese o silenzioso, dell’Austria».

Impatto del diritto europeo e italiano

Secondo lo studio, il diritto europeo ha influito sull’autonomia in maniera sia negativa, ovvero inserendo alcune limitazioni, sia positiva, offrendo la possibilità giuridica di dare vita ad una forma istituzionalizzata di cooperazione transfrontaliera con l’Euregio. Stessa valutazione anche per quanto riguarda l’impatto della riforma costituzionale del 2001, che se da un lato ha rivisto la cornice di tutte le competenze (tutte quelle che non sono espressamente elencate in capo allo Stato, spettano alla Provincia), dall’altro ha creato una serie di settori nei quali la competenza è trasversale. Ed è proprio in questi ambiti, che comprendono esempi quali l’urbanistica, il personale o gli ordinamenti professionali, che si gioca la partita dell’autonomia altoatesina.

Obblighi di diritto internazionale

«Dal 1992 in poi – hanno concluso Obwexer e Happacher – vi sono state sia ampliamenti che restrizioni nel sistema che governa l’autonomia dell’Alto Adige, anche se non bisogna dimenticare che alcuni interventi dello Stato italiano erano sostanzialmente obbligati dall’Europa. Ad ogni modo l’Italia risulta obbligata dal diritto internazionale a ripristinare le condizioni del 1992 per quanto riguarda la suddivisione delle competenze».

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