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Assegno di cura, 223 milioni l’anno per anziani e persone non autosufficienti

Pubblicato il 21 Maggio 2019 in Territorio

 

«Circa 87.000 persone oltre i 65 anni non hanno richiesto né l’assegno di cura, né vivono in una residenza per anziani. Questo ed altri dati sottolineano che molte persone, nonostante una visione talvolta distorta della terza età, mantengono una propria autonomia anche in età avanzata perché si occupano in prima persona della propria salute e forniscono un importante contributo anche alla nostra società». Così l’assessora Waltraud Deeg ha sintetizzato i dati sull’assegno di cura in Alto Adige.

l direttore di Dipartimento, Luca Critelli, ha preso le mosse nella sua illustrazione dai dati demografici aggiornati al 31 dicembre 2018 in base ai quali a fronte di una popolazione residente in Alto Adige di 532.233 persone vi sono 104.113 persone al di sopra dei 65 anni, delle quali 49.229 tra i 65 ed i 74 anni e 54.884 oltre i 75 anni; l’aspettativa di vita per gli uomini è di 81,2 anni, per le donne di 85,5 anni. Circa 15.000 anziani, pari al 2,8% della popolazione, hanno bisogno di assistenza e cura, di queste attualmente 4.400 persone sono ospitate in residenze per anziani, 11.629 vengono assistite a domicilio.  «A questo proposito è importante sottolineare che i periodi dedicati alla cura ed assistenza di familiari non autosufficienti possono essere assicurati da una copertura previdenziale. A questo scopo, analogamente a quanto avviene per i periodi dedicati alla cura dei figli, è previsto un contributo regionale.  In quest’ambito sono importanti non solamente gli strumenti economici diretti per la cura, bensì anche quelli che vengono erogati in maniera indiretta» ha affermato l’assessora competente.  «In quest’ambito nel 2018 sono stati erogati i contributi relativi a 410 domande», ha specificato Bizzotto.

Per assicurare un’adeguata assistenza professionale agli anziani è importante promuovere e valorizzare l’attività degli operatori dei servizi sociali rendendo maggiormente attraente questa attività lavorativa anche per le nuove generazioni. Attualmente l’età media degli operatori sociali è di 44,1 anni, nel 2018 erano operativi 6.832 operatori equivalenti a tempo pieno che corrispondono a circa 9000 operatori effettivi, l’85% dei quali è rappresentato da personale femminile; il 58% di tali operatori (pari a 4.018,20) lavora nel settore degli anziani. «Le professioni sociali richiedono un elevato livello di impegno sotto il profilo umano» ha sottolineato il direttore Critelli.

In Provincia di Bolzano si può contare su numerosi servizi e prestazioni rivolti alla terza età e in particolare alle persone non autosufficienti. Tra questi, ad esempio, 9 mense, 76 residenze per anziani, 17 strutture di accompagnamento ed assistenza abitativa, 19 centri di assistenza diurna e numerosi altri servizi come assistenza domiciliare, servizio infermieristico, anziani presso famiglie ospitanti, assistenza diurna nelle residenze per anziani, ecc. «Non esiste un’unica soluzione alle problematiche degli anziani non autosufficienti, sono invece necessarie diverse varianti per andare in contro nel migliore dei modi alle esigenze ed alle diverse fasi di assistenza richieste dagli utenti» ha rilevato Critelli.  In quest’ambito si può distinguere tra offerte di assistenza ambulatoriale, assistenza semiresidenziale e residenziale che vengono impiegate a seconda della crescente necessità di cura da parte dell’anziano. Viene quindi ritenuto importante rafforzare ulteriormente le offerte di sostegno già nella fase ambulatoriale, quando gli anziani sono ancora autosufficienti e vivono nel loro ambito famigliare.  Un servizio relativamente nuovo è rappresentato dall’accompagnamento e dall’assistenza abitativa, per persone che non hanno ancora un livello di non autosufficienza tale da richiedere una residenza per anziani, che nei prossimi anni sarà sicuramente destinato a crescere.

Una forma di sostegno molto importante, entrata in vigore in Alto Adige già a partire dal 2008, è rappresentata dall’assegno di cura che è articolato in quattro livelli a seconda delle ore di assistenza necessarie. «Nel corso del 2018 abbiamo erogato circa 223,3 milioni di euro per l’assegno di cura, 100 dei quali sono stati versati direttamente alle residenze per anziani, dove le persone vivono e vengono assistite» ha illustrato il direttore dell’Agenzia per lo sviluppo sociale ed economico (ASSE ), Eugenio Bizzotto.  La maggior parte dei percettori si colloca nel primo livello assistenziale e si tratta per lo più di donne. Un sostegno ulteriore è rivolto agli invalidi civili, ciechi e sordi. Nel corso del 2018 sono stati erogati a 7.626 beneficiari di queste categorie 41,6 milioni di euro.

 

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