«Stare all'aria aperta farà calare il Covid-19». Parola di Christian Drosten

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Christian Drosten è una sorta di versione tedesca di Anthony Fauci, il medico che è a capo della task force del governo statunitense chiamata a contrastare il Covid-19. Virologo dell’Ospedale Universitario della Charitè di Berlino, potremmo definirlo il Burioni di Germania, non fosse che  non si è costruito la fama «blastando» i no vax ma attraverso pubblicazioni e dibattiti scientifici.

Prestigio e credibilità che hanno spinto la televisione austriaca Orf a mandare in onda una puntata speciale della seguitissima rubrica “Zib2” di Armin Wolf interamente dedicata a un’intervista a Drosten. Sostanzialmente, il virologo tedesco ha ribadito come la battaglia contro il Covid 19 sia ancora lunga, anzi, probabilmente è solo all’inizio e che quindi occorra mantenere altissima l’attenzione soprattutto nei riguardi delle categorie più a rischio per evitare una seconda ondata anche più pericolosa della prima.

Nella lunga intervista ha anche precisato i motivi per cui nelle prossime settimane la diffusione del virus potrebbe diminuire: «L’estate potrebbe portare a un’attenuazione ingannevole del fenomeno, non grazie alle temperature più alte, come molti credono, bensì al fatto che si trascorre più tempo all’aperto».

Un’osservazione già espressa in precedenza: «Weiterhin wirke sich aber auch der Sommer mit seinen Begleiteffekten negativ auf die Ausbreitung von Covid-19 aus. Menschen verbringen ihre Zeit wieder vermehrt draußen, dadurch steige die physische Distanzierung von ganz alleine. Anstatt sich in engen, mitunter schlecht gelüfteten Räumen aufzuhalten, schwingen sich die Menschen wieder aufs Rad oder gehen spazieren». (Mdr) In sintesi, in estate le persone restando più tempo all’aperto, rallentano la diffusione del virus che si propaga più facilmente in stanze strette o scarsamente ventilate.

Potrebbe apparire una banalità, non fosse che veniamo da un mese e mezzo di quarantena assoluta, di elicotteri che pattugliano le spiagge e di ordinanze che limitavano drasticamente le uscite e imponevano limiti di 200 metri da casa alle passeggiate. L’affermazione di Drosten, anche se contestualizzata, non può non farci pensare alle scelte attuate anche in Alto Adige, la seconda provincia più estesa d’Italia dopo quella di Sassari, un territorio pieno di boschi e sentieri con una densità di popolazione di 72 abitanti per Kmq contro i 422 della Lombardia.

Per essere chiari, non si mette in discussione l’assunto principale: la battaglia contro il Covid sarà ancora lunga e occorre restare molto attenti, si chiede che vengano proposte soluzioni non ideologiche, ma attente alle caratteristiche del territorio e alle mutate condizioni ambientali. Fidiamoci dei virologi anche quando dicono che è meglio stare all’aria aperta.

 

Massimiliano Boschi

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