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«Apprendistato, dall’Alto Adige il modello per un artigianato innovativo»

Pubblicato il 30 agosto 2017 in Agenda

apprendistato  

Se il mercato del lavoro su tutto il territorio nazionale è in costante movimento, soprattutto nel campo dell’innovazione, le aziende italiane continuano a dover fare i conti con una carenza di manodopera qualificata. Una soluzione vincente per colmare questo gap si sta rivelando sempre di più l’apprendistato, tipologia di contratto che non a caso nell’ultimo anno ha registrato un boom del +27,2%. Soddisfatto il presidente di lvh.apa Gert Lanz: «Siamo felici di rappresentare un esempio da seguire per quanto concerne un modello di enorme successo».

L’apprendistato è innovazione

Personale con titoli di studio legati all’innovazione tecnologica. Complice una costante rivoluzione digitale e gli incentivi garantiti dai piani nazionali, è questa la figura più in voga sul mercato del lavoro italiano. Basti pensare a quanto emerso in una recente rilevazione proposta da Confartigianato: tra luglio e settembre le ditte del nostro Paese prevedono ben 117.500 assunzioni di personale specializzato nei diversi rami di questo innovativo campo. Una notizia indubbiamente positiva, a cui fanno tuttavia da contraltare le grandi difficoltà per le aziende nel reperire la necessaria manodopera qualificata. Un circolo vizioso di complicata soluzione, che sta in ogni caso trovando la risposta vincente in un modello ben noto nell’universo altoatesino.

Tra aziende e giovani

Il punto di connessione tra le aziende che non trovano manodopera ed i giovani in cerca di lavoro si sta infatti rivelando sempre più spesso il contratto di apprendistato. Un modello che tra il maggio del 2016 e quello del 2017 ha registrato una crescita del +27,2%, per un totale di 258.631 apprendisti assunti. Proprio grazie all’apprendistato in un anno sono dunque entrati nel mondo del lavoro ben 1.026 giovani al giorno. Dati evidenziati con soddisfazione dal presidente di Confartigianato Giorgio Merletti: “Bisogna ripartire dall’apprendistato per offrire risposte efficaci alle imprese e per preparare i giovani ad entrare in un mercato del lavoro che richiede competenze tecniche evolute imposte dalla rivoluzione digitale – ha affermato Merletti -. Gli interventi del Governo per l’occupazione giovanile devono rilanciare la ‘palestra’ in cui i giovani studiano e lavorano”.

Il modello dell’Alto Adige

Ottimista sulla tematica anche il presidente di lvh.apa Gert Lanz, il quale ha evidenziato ancora una volta il ruolo chiave che potrebbe essere ricoperto dall’Alto Adige in questo ambito: «Ormai è risaputo che la nostra provincia rappresenta un esempio di ‘best practice’ nazionale quando si parla di apprendistato – ha affermato Lanz -. Siamo felici che il modello duale si stia finalmente sviluppando in tutto il Paese e non vediamo l’ora di condividere con le altre regioni il nostro know-how, migliorando ulteriormente un sistema già di per sé vincente all’interno del nostro universo economico».

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