Con Roland Rauch c’è anche la mano di Laives sulla passerella di Christo

Pubblicato il 20 Giugno 2016 in Culture, Territorio

 

Un pizzico di orgoglio altoatesino si può respirare sul lago d’Iseo, dove un milione di persone visiterà l’opera dell’artista Christo. Roland Rauch, originario di Laives, in provincia di Bolzano, ha infatti fornito i materiali per realizzare la passerella che nel primo fine settimana ha avuto un successo da capogiro.

Roland Rauch, di Laives, ha avuto un ruolo non indifferente nell’allestimento dell’ultima opera dell’artista Christo, la già famosa piattaforma gialla galleggiante sul lago d’Iseo. Rauch è stato infatti intermediario fra l’artista e alcune aziende che hanno fornito i materiali, curando la parte tecnica e di vendita. La collaborazione è stata avviata nel 2014 con Wolfgang Volz, capo progetto e fotografo ufficiale di Christo, ma il contratto per la fornitura è stato firmato solo nel gennaio 2015. Per la passerella sono stati impiegati circa 200mila cubi di 50 centimetri per 50 di polietilene “Pe-Hd” (ad alta densità), fornito da diverse ditte fra cui Artigiana Stampi di Manerbio e Sevenplast di Seniga. In pratica, sono state fornite a Christo circa 1.400 tonnellate di plastica e le viti per collegare le varie parti della struttura.

Christo, la Land art sul lago d’Iseo

The Floating Piers (letteralmente pontili galleggianti) è l’ultima fatica dell’artista di origini bulgare Christo Vladimirov Yavachev, il cui nome, legato a quello della compagna Jeanne-Claude, evoca il mondo della Land art, forma d’arte americana che vede l’intervento diretto dell’artista sul territorio. L’istallazione si potrà visitare dal 18 giugno al 3 luglio 2016 sul lago d’Iseo, precisamente tra i comuni di Sulzano e Montisola in provincia di Brescia. Il percorso è lungo 4.500 metri, dei quali 3mila sull’acqua e 1.500 in percorsi pedonali. Il costo dell’opera e dei servizi generali è di 15 milioni di euro, pagati direttamente da Christo, che non ha mai accettato finanziamenti o sponsorizzazioni per il proprio lavoro. È atteso circa un milione di persone. Al termine dell’istallazione, i materiali saranno smaltiti e riciclati  secondo le procedure industriali.

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