Ammortizzatori sociali, come destreggiarsi fra costi e scadenze

Pubblicato il 5 Aprile 2016 in Lavoro

Inps  

«Bisognerà diventare dei veri e propri Strateghi degli Ammortizzatori». Non usa mezzi termini l’avvocato Gianluca Spolverato dello studio Barillari & Partners per introdurre, nel magazine online Il futuro al lavoro, le novità in fatto di ammortizzatori sociali introdotte dalla legge 148/2015, entrata in vigore ad inizio 2016. La riforma interessa sia le grandi che le piccole aziende e, secondo l’avvocato esperto di lavoro e diritto sindacale, ha una finalità comune: «scoraggiarne l’utilizzo» aumentando i costi e rendendo più stringenti le condizioni d’accesso agli ammortizzatori stessi. Per le imprese che prima o poi devono far fronte a un calo degli ordini o a una crisi del settore e quindi mettere in “stand by” una parte della forza lavoro, ecco una guida da leggere.

Ammortizzatori: quanto durano…

Prima duravano al massimo 36 mesi, ora nel complesso non possono andare oltre i 24 mesi. Parliamo di Cigo (cassa integrazione guadagni ordinaria) e Cigs (straordinaria), assegni che non possono durare questa durata all’interno di un “quinquennio mobile”. Il che significa che i cinque anni devono essere sempre calcolati retroattivamente nel momento in cui scatta la necessità dell’ammortizzatore. Prima, invece, vigevano quinquelli fissi, a decorrere dall’11 agosto 1990 e poi via rinnovando. L’unico sforamento è consentito nel caso di contratti di solidarietà, in cui il limite può arrivare fino a 36 mesi.

…e quanto costano

Paga di più chi usa di più. È questo il succo del capitolo “costi” riscritto dal decreto. Da una parte le aliquote ordinarie per il finanziamento degli ammortizzatori – quelle per intenderci che pagano imprese e lavoratori prelevandole dalla busta paga – sono state abbassate. Ma dall’altra le quote del contributo addizionale sono state incrementate. Di quanto, lo spiegano l’avvocato Spolverato e il consulente aziendale Paolo Tormen:

un contributo addizionale del 9% della retribuzione che sarebbe spettata ai lavoratori per i periodi di cassa entro il primo anno di utilizzo nel quinquennio mobile; del 12% sino a due anni e del 15% sino a tre. Inoltre, salvo deroghe specifiche, non è più ammessa la possibilità di poter chiedere il rimborso delle quote di TFR maturate dai lavoratori in cassa.

Come richiedere gli ammortizzatori

I tempi: per ottenere la Cigs bisogna attendere almeno 37 giorni dopo la chiusura della procedura con i sindacati. «La domanda al Ministero andrà presentata entro 7 giorni dalla data di conclusione della procedura di consultazione sindacale – spiega Tormen – La sospensione o la riduzione dell’orario decorrerà non prima del trentesimo giorno successivo alla data di presentazione della domanda. Ciò significa che, se voglio sospendere i lavoratori, dovrò pianificare la procedura sindacale, perché si concluda almeno 37 giorni prima».

Gianluca Spolverato

Gianluca Spolverato

La Cigo, invece, entra in gioco quando la routine di lavoro è già stata fermata o rallentata: «La domanda andrà presentata entro il termine di 15 giorni dall’inizio della sospensione o riduzione dell’attività lavorativa. Quindi la domanda di Cigo da “consuntiva” passa a “preventiva”» spiega ancora il consulente.

Un passo indietro forse conviene, per spiegare in parole semplici qual è la differenza fra le due formule. Ebbene, la Cassa integrazione guadagni ordinaria si applica in caso di crisi temporanee generalizzate del settore di appartenenza dell’azienda o ad altri eventi che non dipendono dalla volontà del datore di lavoro. La Cassa integrazione guadagni straordinaria è invece legata a un periodo di ristrutturazione legata a quella specifica azienda e, fatto importante, vale solo per le aziende sopra i 15 dipendenti.

La nuova Cassa integrazione in deroga

La terza tipologia è la Cassa integrazione in deroga. È l’ammortizzatore pagato dalla fiscalità generale, cioè dallo Stato, a differenza delle altre tipologie, e può essere autorizzata per aziende di ogni dimensione e anche come formula di rinnovo del sostegno per le aziende che hanno esaurito la durata massima delle casse ordinaria e straordinaria. La possibilità di accesso permane anche per l’anno 2016, ma la durata massima è stabilita a 3 mesi.

Paolo Tormen

Paolo Tormen

Ultima formula, e si tratta invece di una novità attivata dal gennaio 2016, è il Fondo di Integrazione Salariale, a cui accedono le aziende con almeno 5 dipendenti che non hanno diritto agli ammortizzatori ordinari. Il nuovo strumento si biforca in due formule, assegno ordinario e assegno di solidarietà ed è finanziato con un’aliquota «fissata allo 0,65%, per chi occupa più di 15 dipendenti, e allo 0,45%, per chi occupa da 5 a 15 dipendenti – spiegano Spolverato e Tormen – È stabilita una contribuzione addizionale a carico dei datori di lavoro connessa all’utilizzo degli strumenti previsti pari al 4% della retribuzione che sarebbe spettata ai lavoratori».

Mobilità e Cigs per cessazione attività ridotte

Altri aggiustamenti introdotti da gennaio 2016 puntano a limitare, a concedere con più attenzione, le integrazioni salariali. Per esempio, si legge su Il futuro al lavoro, per la Cigo «l’integrazione salariale ordinaria è concessa dalla sede Inps competente per territorio. Ciò comporta, dalle prime verifiche, una maggiore attenzione dell’Istituto ai requisiti di ripresa dell’attività lavorativa e alla valutazione della congruità della documentazione a supporto della domanda».

Sul fronte Cigs va ad esaurirsi l’opzione di utilizzarla per cessazione di attività. «Rimane solo come ipotesi residuale, nei casi in cui vi siano concrete possibilità di cessione d’azienda e previo accordo con i Ministeri del Lavoro e dello Sviluppo economico. La durata nel 2016 sarà di 12 mesi» spiegano Gianluca Spolverato e Paolo Tormen.

Maglie più strette anche sul fronte della mobilità. L’indennità di mobilità è ridotta a un tempo massimo di 12 mesi per chi verrà licenziato nel 2016, «restano esclusi solamente i lavoratori ultracinquantenni del Centro Nord la cui durata è pari a 18 mesi e gli over 40 e over 50 del Sud che beneficeranno di 18 e 24 mesi di indennità» è la puntualizzazione di Spolverato e Tormen.

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