Alto Adige, terra di cooperative: 1.046 per 165mila soci

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Il primo sabato di luglio si celebra la Giornata internazionale delle cooperative, ricorrenza in vigore sin dal 1923, il cui obiettivo è accrescere la consapevolezza del loro significato socio-economico e favorire la cooperazione internazionale.

Posti di lavoro garantiti

In Alto Adige, il cooperativismo vanta un forte radicamento. A fine anno, il registro provinciale contava 1.046 società cooperative con circa 165.000 soci, un terzo delle quali aderenti alla Federazione Raiffeisen. “Queste realtà garantiscono 8.000 posti di lavoro, assicurando così la sussistenza di numerosi altoatesini, in particolare nelle aree periferiche della provincia”, ha affermato il presidente della Federazione Cooperative, Herbert Von Leon. Nel periodo tra il 2008 e il 2015, il numero dei loro collaboratori è cresciuto del 16 percento, sottolineando così il loro ruolo di “motore dell’occupazione”, soprattutto in tempi di crisi. Anche a livello nazionale, negli ultimi otto anni, le società cooperative hanno contribuito a creare occupazione, dando vita a 48.000 nuovi posti di lavoro, con una crescita del 10 percento, rispetto ad altri settori che, nello stesso periodo, hanno registrato una flessione del 2,4 percento.

Cooperative, potenziale in ambito sociale

Paul Gasser, direttore generale della Federazione Raiffeisen, ha sottolineato il contributo crescente delle cooperative al mantenimento del welfare. “Penso ai servizi sanitari e assistenziali”, ha affermato, “ma anche alla realizzazione di infrastrutture sociali e a forme abitative a norma di anziani, all’integrazione di gruppi di emarginati, ai servizi municipalizzati e a molto altro ancora”. In futuro, la cooperativa sarà sempre più spesso la forma imprenditoriale prescelta per garantire il benessere e promuovere l’equilibrio sociale. Gli esordi del cooperativismo in Alto Adige risalgono alla seconda metà del 19° secolo e si fondano sulle idee del riformatore sociale tedesco Friedrich Wilhelm Raiffeisen (1818-1888). A quell’epoca, l’obiettivo primario era fornire un aiuto immediato alla popolazione rurale, impoveritasi in seguito all’industrializzazione, affinché riuscisse a mantenere le basi della propria sussistenza e a creare nuovo benessere. Sorsero così le prime cooperative agricole, energetiche e creditizie, che diedero un notevole impulso allo sviluppo economico della regione.

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