Alto Adige, disoccupazione al 3,7%

Pubblicato il 30 Maggio 2017 in Lavoro, Territorio

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Nel 2016, secondo la rilevazione ASTAT, il tasso di attività in Alto Adige è stato del 75,5%, quello di disoccupazione del 3,7%. Secondo i dati rilevati dall’Istituto provinciale di statistica ASTAT, nel 2016 in Alto Adige il tasso di attività tra i 15 e i 64 anni è stato pari al 75,5%. Le persone in cerca di occupazione sono state 9.700, con un tasso di disoccupazione del 3,7% (6,8% nel capoluogo Bolzano e 16% tra i residenti extracomunitari). Tra i lavoratori dipendenti, il 16,5% lavora con contratti a tempo determinato.

Nell’anno 2016, in base alla rilevazione campionaria sulle forze di lavoro, i residenti in età lavorativa (cioè di almeno 15 anni di età) in Alto Adige sono in media 432.600. In queste cifre sono comprese tutte le persone che vivono in famiglia, mentre sono esclusi, in quanto non rilevati, i membri delle convivenze (termine tecnico che indica le persone con residenza per esempio nelle case di riposo, nelle caserme, nei conventi, ecc.).

Di queste 432.600 persone 259.800 sono parte attiva del mondo del lavoro (forze di lavoro), in quanto occupati (96,3%) o in cerca di occupazione (3,7%). Le restanti 172.800 persone sono classificate come inattivi, secondo la terminologia ufficiale di Istat, e non fanno parte delle forze di lavoro in quanto non in cerca di lavoro o non disponibili a lavorare entro due settimane. Tra queste si trovano per esempio studenti, pensionati e casalinghe. Il tasso di attività, calcolato come percentuale delle forze di lavoro sul totale delle persone residenti in età tra 15 e 64 anni inclusi, nel 2016 ammonta al 75,5%. Circa tre quarti della popolazione tra 15 e 64 anni in Alto Adige partecipano quindi al mondo del lavoro o come occupati o come persone in cerca di occupazione. In Alto Adige il tasso di occupazione calcolato per la classe di età tra i 20 e i 64 anni, passa dal 76,7% nel 2015 al 78,2%, avvicinandosi sensibilmente all’obiettivo dell’80%, prefissato dal governo locale per il 2020.

Dei 250.100 occupati nel 2016, per il 22,3% si tratta di occupati indipendenti e per il 77,7% di dipendenti. Mentre tra gli uomini il 27,2% è indipendente, tra le donne tale quota raggiunge solo il 16,3%. I lavoratori dipendenti hanno un’età media di 41,3 anni e lavorano in media 34,9 ore a settimana, mentre tra gli occupati indipendenti l’età media è di 47,8 anni ed il carico di lavoro settimanale è in media di 46,7 ore. Dei 55.800 occupati indipendenti 45.600 sono imprenditori, liberi professionisti e lavoratori in proprio, 7.900 coadiuvanti familiari e 2.400 cosiddetti lavoratori parasubordinati, cioè con contratto di collaborazione coordinata e continuativa (con o senza progetto) o occasionale. Questi ultimi, che nel 2014 contavano 3.300 unità, erano 2.800 nel 2015. Occorre ricordare in merito che, nell’ambito del Jobs Act, il Governo ha varato nel giugno 2015 un provvedimento che ha modificato in senso restrittivo la normativa che consente questo tipo di contratto.

Il numero degli imprenditori, dei liberi professionisti e dei lavoratori in proprio, risulta in lieve aumento e passa da 44.200 a 45.600 unità. Tale aumento tuttavia corrisponde alla riduzione complessiva del numero dei coadiuvanti familiari e dei collaboratori. Per il 2016 il numero complessivo dei lavoratori autonomi rimane dunque pressoché invariato.

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