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Alto Adige, boom di turisti. Oltre 31 milioni di pernottamenti in 12 mesi

Pubblicato il 27 Aprile 2017 in Turismo

 

Il turismo in Alto Adige supera i 30 milioni di pernottamenti. L’Istituto provinciale di statistica ASTAT comunica i più importanti risultati dell’anno turistico 2015/16 (da novembre 2015 a ottobre 2016): si sono registrate per la prima volta 31,4 milioni di pernottamenti (aumentati del 7,3% rispetto all’annata precedente) e 7 milioni di arrivi (+8,7%).  Il numero di presenze degli ospiti italiani è cresciuto del 6,1% (9,9 milioni complessivi), quello degli ospiti dalla Germania del 7,8%, che in termini percentuali è l’aumento più significativo. Gli esercizi ricettivi in Alto Adige sono 10.055, con 220.192 posti letto.

Analizzando la variazione di arrivi e presenze su base mensile rispetto all’anno turistico precedente, marzo, ottobre e luglio sono caratterizzati da un forte aumento delle presenze in valori assoluti (rispettivamente +732 mila, +373 mila e +355 mila). I mesi di aprile e giugno al contrario sono caratterizzati da un calo di presenze, motivato in parte anche dalla mobilità di alcune festività. Il 18% delle presenze totali si registrano nel mese di agosto, che si conferma anche per quest’anno turistico il mese con il maggior numero di presenze turistiche con oltre 5,6 milioni di pernottamenti (+267 mila rispetto all’anno turistico precedente). Anche il mese di novembre, quello meno frequentato, registra un aumento pari a 145 mila presenze (+37,8% rispetto all’anno precedente).

In tutte le comunità comprensoriali si registrano aumenti delle presenze rispetto all’anno precedente. Nell’anno turistico 2015/16, in Val Pusteria si è riscontrato il maggior aumento in termini assoluti: circa 559 mila unità in più per un totale di 9,5 milioni di presenze. In termini percentuali invece il maggior aumento si è registrato nella comunità comprensoriale Oltradige-Bassa Atesina (+8,7%), nel Burgraviato e a Bolzano (rispettivamente +8,6%). Durante la stagione invernale la Val Pusteria (4,5 milioni di presenze) e la comunità comprensoriale Salto-Sciliar (2,6 milioni di presenze) registrano il maggiore numero di presenze ed insieme costituiscono il 61,1% delle presenze totali. L’aumento percentuale maggiore rispetto all’anno turistico precedente è detenuto dal Burgraviato (+10,4%), che costituisce il 12,2% del totale delle presenze. Durante la stagione estiva, la comunità comprensoriale Burgraviato ha registrato il maggior numero di pernottamenti (5,6 milioni) pari al 28,3% delle presenze totali. Segue la Val Pusteria con quasi 5 milioni di presenze, ma è l’unica comunità comprensoriale che registra un aumento al di sotto della media stagionale (+6,8%).

All’interno della banca dati online e dell’atlante statistico sul web http://astat.provincia.bz.it/it/default.asp sono consultabili ulteriori tabelle, cartine, serie storiche e diagrammi.

La soddisfazione di Kompatscher

«Il comparto turistico locale ha fornito ancora una volta risultati ragguardevoli», sottolinea il presidente Kompatscher commentando i dati resi noti oggi dall’ASTAT  Tutti i comprensori hanno aumentato sensibilmente arrivi e presenze nella stagione fra novembre 2015 e ottobre 2016 rispetto all’annata precedente. «Positivo per l’economia turistica è inoltre il fatto che soprattutto nel semestre estivo quasi il 10% in più di ospiti ha scelto l’Alto Adige come meta delle vacanze, con l’effetto di incrementare i pernottamenti di un 2,4%». Note liete anche dai nuovi mercati, ad esempio la crescita del 15,2% delle presenze dal Regno Unito.

Per uno sviluppo sostenibile del territorio, osserva Kompatscher, è importante valorizzare l’offerta esistente ma conservando un approccio il più possibile sensibile con il suolo: «I dati ASTAT mostrano che l’Alto Adige si sta muovendo proprio in questa direzione», spiega. L’indice del valore di qualità è salito negli ultimi cinque anni dal 2,6 al 3,3. «Le offerte per il tempo libero sono molto articolate, pertanto il settore è meno dipendente dalle condizioni climatiche e della neve. Gli ospiti apprezzano le alternative tra cui possono scegliere», aggiunge il Presidente, che rileva infine il dato del 4,1% dei pernottamenti attribuito ad ospiti altoatesini: «Constatare che anche i locali decidono di trascorrere le vacanze nella loro terra, è un aspetto importante per gli ospiti da fuori regione, la conferma di aver fatto una buona scelta della destinazione».

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