Acque minerali a canoni irrisori o gratis, Report punta gli occhi sull’Alto Adige

Pubblicato il 6 Giugno 2017 in Imprese, Territorio

 

Acque minerali, gratis o quasi, per le aziende che le estraggono e le commercializzano. Il tema, da lungo dibattuto, è stato oggetto della puntata di Report, la trasmissione di Rai 3,  andata in onda lunedì 5 giugno. L’inchiesta firmata da Claudia Di Pasquale con Michela Mancini ha fatto tappa anche in Alto Adige puntando i riflettori su un caso particolare: l’acqua Merano, di che sarà esentata dal già esiguo canone provinciale (una tassa di 7.114 euro annui) fino al 2038. La sorgente Merano a Lana (Acquaeforst Srl) gode dell’esenzione in base a una vecchia legge regionale del 1954. Due le interviste fatte in Alto Adige dai giornalisti di Report: al consigliere provinciale Alessandro Urzì, che denuncia l’interpretazione di questa norma (peraltro vecchia «come l’età della pietra» e  a Flavio Ruffini, direttore dell’Appa, Agenzia provinciale dell’ambiente. La Provincia – ha detto Ruffini in trasmissione sta lavorando al nuovo regolamento «con nuovi fattori, che aumentano e rendono più equi questi canoni che sono da pagare». Ma la sorgente Merano continuerà ad essere sfruttata da Acquaeforst Srl a costo zero anche con la nuova legge fino al 2038 in base a un accordo – che si basa sulla legge del 1954 – per aver concesso di sfruttare la stessa fonte per alimentare di acqua potabile alcune casa della zona prima sconnesse dalla rete idrica.

Qui di seguito ecco la trascrizione della parte della puntata relativa all’Alto Adige, mentre la puntata può essere rivista qui http://www.report.rai.it/dl/Report/puntata/ContentItem-7a87bd25-0497-4bbe-bb37-4e0845503e25.html 

CLAUDIA DI PASQUALE FUORI CAMPO

Qua siamo invece nell’Alto Adige, e questa è la cittadina di Merano, nota per il suo stabilimento termale, che è gestito da una società della provincia di Bolzano.
Tutto il territorio è ricco di fiumi, torrenti e sorgenti di acqua minerale, che in questo caso sono in mano ai privati.

ALESSANDRO URZÌ – CONSIGLIERE PROVINCIA AUTONOMA DI BOLZANO

Noi siamo seduti su una miniera, è una miniera liquida quella dell’acqua. Beh allora ci si aspetterebbe che ci sia un bel rientro in termini di utilità economica per chi ci vive su questo territorio.

CLAUDIA DI PASQUALE

Che canone fate pagare per l’acqua?

ALESSANDRO URZÌ – CONSIGLIERE PROVINCIA AUTONOMA DI BOLZANO

Che canone fanno pagare per l’esattezza! Settemila centoquattordici euro e 20 centesimi, questo è il canone che viene applicato per la quasi totalità delle aziende.

CLAUDIA DI PASQUALE

Perché pagano così poco questi stabilimenti?

FLAVIO RUFFINI – CAPO DIPARTIMENTO AMMINISTRAZIONE PROVINCIA DI BOLZANO
Perché l’attuale regolamento prevede questo, infatti stiamo lavorando sul nuovo regolamento con nuovi fattori che aumentano e mettono molto più equi questi canoni che sono da pagare.

ALESSANDRO URZÌ– CONSIGLIERE PROVINCIA AUTONOMA DI BOLZANO

Non tutte pagano settemila euro perché ce n’è una che invece risulta, in comune di Lana, essere esentata.

CLAUDIA DI PASQUALE FUORI CAMPO

Lo stabilimento che non paga neanche un euro per la concessione dell’acqua minerale è quello dell’Aquaeforst, che imbottiglia l’acqua di Merano. Questa storia l’ha scoperta il consigliere Urzì facendo un’interrogazione.

CLAUDIA DI PASQUALE

In sostanza loro hanno giustificato il fatto che quest’azienda non paga il canone di concessione dell’acqua minerale scrivendole cosa?

ALESSANDRO URZÌ – CONSIGLIERE PROVINCIA AUTONOMA DI BOLZANO

Esentata in base a una legge regionale. Me la sono letta…

CLAUDIA DI PASQUALE

Ma questa legge di quando è?

ALESSANDRO URZÌ – CONSIGLIERE PROVINCIA AUTONOMA DI BOLZANO

Questa legge è dell’età della pietra, 1954, esisteva un altro statuto di autonomia, esisteva un quadro giuridico completamente diverso.

CLAUDIA DI PASQUALE

Questa legge esattamente cosa dice?

ALESSANDRO URZÌ – CONSIGLIERE PROVINCIA AUTONOMA DI BOLZANO

Me la sono riletta più volte. Io francamente non ho capito la ragione per cui questa esenzione dovrebbe essere applicata.

CLAUDIA DI PASQUALE FUORI CAMPO

In sostanza ad un certo punto l’Aquaeforst si ritrova ad avere il diritto di concessione di tutte le principali sorgenti di acqua minerale della zona. Queste poche case sparse in cima ai monti intanto erano rimaste senza acqua potabile. E così il giorno in cui la provincia di Bolzano decide di portargliela deve scendere a patti con l’azienda che dice io ti do alcune sorgenti, ma la mia concessione non la pago.

CLAUDIA DI PASQUALE

Cioè in sostanza quest’azienda in base all’accordo che è stato raggiunto non pagherà l’acqua fino a che anno?

FLAVIO RUFFINI – CAPO DIPARTIMENTO AMMINISTRAZIONE PROVINCIA DI BOLZANO
Fino al 2038.

CLAUDIA DI PASQUALE

Quindi la nuova legge che voi farete a luglio per cambiare, adeguare i canoni, potrà far sì che quest’azienda almeno l’Aquaeforst paghi finalmente un canone di concessione per l’acqua minerale?

FLAVIO RUFFINI – CAPO DIPARTIMENTO AMMINISTRAZIONE PROVINCIA DI BOLZANO
Lì sarà difficile.

CLAUDIA DI PASQUALE

Cioè in sostanza l’Aquaeforst potrebbe continuare a pagare zero fino al 2038?

FLAVIO RUFFINI – CAPO DIPARTIMENTO AMMINISTRAZIONE PROVINCIA DI BOLZANO
Giusto.

SIGFRIDO RANUCCI IN STUDIO

Allora, non è proprio vero abbiamo fatto una visura, abbiamo scoperto che uno dei due soci di Aquaeforst è proprio la provincia di Bolzano, attraverso la sua società “Terme di Merano”, che detiene lo 0,005%, insomma in base a questa quota avrebbe diritto a circa 50 euro di utili dalla vendita di acque minerali.

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