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Connessa, green, sicura: l’A22 sceglie l’hi-tech e investe sul futuro

Pubblicato il 1 giugno 2018 in Infrastrutture

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Connessa, green e sicura. La mobilità del futuro lungo l’asse del Brennero risponderà a queste tre caratteristiche. A tratteggiarne la fisionomia sono stati, nella seconda giornata del Festival dell’Economia di Trento, gli attori più direttamente e strategicamente coinvolti nella viabilità autostradale: A22, Speedhub, il Digital Innovation Hub creato da Confindustria Verona per aiutare le aziende a confrontarsi con una logistica 4.0, e Coca Cola HBC Italia Srl, una delle aziende che più si rapporta quotidianamente con le tematiche del trasporto merci. «La ripresa economica ha portato un ulteriore incremento di traffico sull’asse del Brennero. Abbiamo superato del 4% i 43 mila veicoli che circolavano sulla nostra rete, ogni giorno, nel 2007, anno di picco massimo per i trasporti. E il 60% di questo traffico è rappresentato da mezzi pesanti» – illustra il presidente di A22 Luigi Olivieri che assicura di avere già pronti sul tavolo un miliardo di euro per avviare la corsia dinamica tra Verona e Bolzano e 700 milioni di euro per attivare la terza corsia tra Verona e Campogalliano. Investimenti che dovrebbero facilitare lo snellimento del traffico ma che, per poter essere realmente efficaci, necessitano di altre azioni complementari. E qui entra in gioco la tecnologia.

A22, autostrada a idrogeno

«Abbiamo investito da tempo nel progetto C-Roads che favorirà l’interconnessione tra i veicoli e tra questi e l’infrastruttura stradale – evidenzia Carlo Costa, Direttore Tecnico Generale Autostrada del Brennero – Questa interazione consentirà agli utenti della strada e ai responsabili del traffico di condividere e utilizzare le informazioni per coordinare le azioni, migliorando la sicurezza stradale, l’efficienza del traffico e il comfort di guida». Non solo, il Brennero si prepara a diventare a tutti gli effetti la prima autostrada a idrogeno del mondo. «Dopo aver realizzato a Bolzano Sud la prima struttura dedicata alla produzione e distribuzione di idrogeno verde, generato cioè con il solo utilizzo di fonti di energia rinnovabile, stiamo lavorando per estendere questi impianti anche al passo del Brennero, a Nogaredo e lungo gli innesti con le autostrade A4 e A1» – precisa Costa. Inoltre, già nel 2016, la Società ha realizzato le prime due aree per la ricarica dei veicoli elettrici al passo del Brennero e ad Affi e nel 2017 sono state istallate ulteriori colonnine nelle aree di servizio Paganella est e ovest. Tra febbraio 2016 e aprile 2018 le colonnine elettriche sull’A22 hanno effettuato quasi 2.000 ore di ricarica con, di conseguenza, circa 95 tonnellate di CO2 non immesse nell’atmosfera.

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Il tunnel ferroviario dei record

Sempre sul piano della sostenibilità ambientale, poi, è rilevante quanto emerso dal progetto BrennerLec che ha dimostrato come con una riduzione media di circa 15 km / h, si possa ridurre del 10% il biossido di azoto (NO2) nelle zone immediatamente a ridosso dell’autostrada. E a questo si aggiunge l’investimento su forme di trasporto alternative come il BBT, il tunnel ferroviario più lungo del mondo che collegherà il nord e il sud dell’Europa attraverso 64 chilometri di gallerie scavate tra Fortezza e Innsbruck. Opera per la quale A22 ha stanziato più di 650 milioni di euro di co-finanziamento. Con la consapevolezza che la mobilità del futuro sarà sempre di più intermodale e che si potranno ottenere significativi risultati in termini di maggiore efficienza e di maggiore sostenibilità ambientale solo se si riusciranno a invertire le percentuali che oggi vedono le merci transitare per il 70% su gomma e solo per il 30% su rotaia.

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