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A22, aperture da Roma: sì a investimenti e governance «locale»

Pubblicato il 6 marzo 2019 in Infrastrutture

concessioneA22  

L’atteggiamento è «costruttivo» e il clima è «di grande collaborazione». Detto questo, come recita la nota del Ministro delle Infrastrutture Danilo Toninelli, ma un po’ fuori dal testo, pare che sulla gestione dell’A22 si stia arrivando ad una quadra. Con soddisfazione delle province di Trento e Bolzano, anche se la loro creatura, BrennerCorridor, la società nata per gestire la tratta autostradale, molto probabilmente cadrà nel dimenticatoio. «Abbiamo fatto passi avanti su tutti i fronti, anche in queste ultime ore. Per quanto riguarda la governance, gli enti territoriali saranno certamente coinvolti nella scelta del presidente del Comitato paritetico di gestione – recita la nota di Toninelli – Anche se il principio del controllo analogo è irrinunciabile per la commissione Ue e dunque la nomina deve restare appannaggio del Mit», sottolinea il ministro.

«Abbiamo poi aperto alla continuità societaria tra vecchio e nuovo concessionario: ciò ci consente di far uscire subito i privati che detenevano il 14% della vecchia Autobrennero Spa e di delineare un nuovo modello totalmente pubblico di gestione dell’infrastruttura». Il ministro ha poi aggiunto. «Abbiamo anche aperto, seppur serva il via libera della Corte dei conti, sul tema degli 800 milioni di interventi che riguardano la rete di adduzione, alcuni dei quali non correlati all’arteria autostradale: questi ultimi saranno considerati quali opere compensative fino al limite del 2% del valore degli investimenti». «Insomma, stiamo facendo il massimo sforzo, dopo una complessa interlocuzione con la Ue, per giungere rapidamente al traguardo della firma sulla nuova convenzione. Nella certezza che il nuovo modello di gestione garantirà a chi viaggia tariffe corrette e servizi migliori, con benefici e ricadute positive per i territori attraversati dalla A22».

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