Pmi, in Alto Adige valgono un terzo del Pil (e una lavoratrice su tre è donna)
Valgono un terzo del Pil altoatesino, impiegano 8 lavoratori su 10 nel settore privato: le Pmi dell’Alto Adige si dimostrano, dati alla mano, ancora fondamentali per il tessuto economico della provincia. A dirlo i dati Astat.
Nel 2013 nelle 43.086 piccole e medie imprese sono occupati in totale 144.441 addetti, dei quali 88.607 con un rapporto di lavoro dipendente. In media, ogni impresa dispone di 3,4 addetti. Le imprese registrano un fatturato di 22,5 miliardi di euro, dal quale scaturisce un valore aggiunto di 6,7 miliardi di euro, pari al 30,0% del fatturato lordo. Il valore aggiunto delle piccole e medie imprese ammonta al 32,5% del Pil provinciale. Il fatturato medio per impresa è di 521.804 euro e il valore aggiunto medio è pari a 156.526 euro. Sempre nel 2013 sono stati effettuati investimenti per 1,1 miliardi di euro, in media circa 25,7 mila euro per impresa. Le spese per il personale sono pari a circa 3,2 miliardi di euro, ovvero 36,5 mila euro per addetto dipendente.
Il 22,3% delle 43.086 piccole e medie imprese è attivo nell’industria e il 77,7% nei servizi. Il numero delle prime è leggermente cresciuto (9.618) rispetto al 2012 (9.533), mentre il numero delle seconde è leggermente diminuito (da 33.624 a 33.468). Le piccole e medie imprese (PMI) sono una categoria costituita da imprese aventi fino a 99 addetti e operanti nel settore dell’industria o dei servizi. Esse sono estremamente importanti per l’occupazione in Alto Adige e sono considerate una colonna portante dell’economia: nel 2013 esse rappresentano il 99,3% delle imprese in Alto Adige e danno lavoro al 78,8% di tutti gli addetti del settore privato.
Nel 2013 si contano 144.441 addetti nelle piccole e medie imprese, numero pressoché invariato rispetto al 2012 (144.486). Gli imprenditori e coadiuvanti familiari sono 55.834, ossia il 38,7% del totale e l’1,9% in meno rispetto al 2012 (56.895). Gli addetti dipendenti (dirigenti, quadri ed impiegati; operai e commessi) sono invece 88.607 (61,3%), in leggero aumento (+1,2%). In particolare, operai e commessi sono molto più numerosi (36,7%) rispetto a dirigenti, quadri ed impiegati (22,3%), seguono quindi gli apprendisti (2,2%). I lavoratori a domicilio (0,1%) rappresentano invece una quota residuale rispetto al totale. La percentuale di addetti di sesso femminile si attesta al 34,1%. Rispetto al totale, si nota soprattutto una minore presenza di imprenditori e coadiuvanti familiari (31,2%), operai e commessi (32,3%) ed una presenza molto più folta tra dirigenti, quadri ed impiegati (35,0%). Nel 2013 si sono registrate 148,8 milioni di ore lavorate da parte degli addetti dipendenti, 1,5 milioni di ore in più rispetto all’anno precedente. Mediamente un addetto dipendente trascorre 1.679 ore all’anno al lavoro. Nell’industria ogni addetto lavora in media 1.693 ore annue, mentre nei servizi il corrispondente indicatore risulta pari a 1.672 ore.