Assemblea Generale Confindustria Alto Adige, Rieper: «Servono più energia, meno burocrazia e una vera strategia industriale»

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Economia. Energia, competitività, infrastrutture, casa, lavoro e autonomia. È attorno a questi assi che Alexander Rieper ha costruito il suo intervento all’assemblea generale di Confindustria Alto Adige, tracciando una visione in cui industria e futuro del territorio vengono letti come due elementi strettamente intrecciati.

Nel suo discorso, Rieper ha messo al centro soprattutto il tema dell’energia, indicandolo come uno dei fattori decisivi per la tenuta e lo sviluppo del sistema produttivo locale ed europeo. «L’energia è fondamentale per le nostre imprese. È alla base della nostra competitività», ha dichiarato, collegando il tema non solo ai costi per le aziende, ma anche alla capacità dell’Europa di rafforzare la propria autonomia in uno scenario internazionale sempre più instabile.

Il presidente degli industriali altoatesini ha insistito sulla necessità di garantire forniture affidabili, prezzi competitivi e una maggiore indipendenza energetica, anche attraverso un mix di fonti rinnovabili e tecnologie diverse. In questa prospettiva, l’Alto Adige viene descritto come un territorio con condizioni favorevoli, grazie alla disponibilità di acqua e sole, ma anche come un contesto che deve accelerare sul fronte degli accumuli, delle reti e delle autorizzazioni per nuovi impianti.

Accanto alla transizione energetica, Rieper ha indicato nella semplificazione burocratica una delle priorità per liberare il potenziale delle imprese. Il passaggio più netto arriva quando denuncia il peso degli adempimenti e delle procedure, definite un freno allo sviluppo: «Lasciateci fare, lasciateci liberare le nostre energie. Senza burocrazia superflua». Un messaggio che si accompagna alla richiesta di regole più semplici, tempi autorizzativi più rapidi e maggiore certezza nella pianificazione.

Nel discorso trova spazio anche il tema delle infrastrutture, con un richiamo esplicito all’asse del Brennero e alla necessità di difendere la libera circolazione di persone e merci. Secondo Rieper, per i trasporti vale lo stesso principio che per l’energia: se il sistema si interrompe, si blocca anche la produzione. Da qui la richiesta di accelerare sui collegamenti ferroviari e stradali e di affrontare in modo coordinato, a livello transfrontaliero, la gestione del traffico e i grandi nodi logistici.

Ampio anche il passaggio dedicato all’industria come motore economico del territorio. Rieper ha rivendicato il peso delle zone produttive altoatesine, sottolineando come occupino una quota minima del territorio ma generino una parte rilevante di valore aggiunto, investimenti in innovazione ed export. In questo quadro, ha richiamato la necessità di preservare la destinazione produttiva delle aree industriali e di garantire nuovi spazi per le imprese all’interno della pianificazione comunale.

Uno dei punti dell’intervento riguarda la richiesta di una strategia industriale, sia a livello europeo e nazionale sia per l’Alto Adige. Rieper ha osservato che altri Paesi si sono già mossi in questa direzione e ha sostenuto che anche il territorio debba dotarsi di una linea chiara per sostenere produzione, innovazione, internazionalizzazione e transizione energetica. Un percorso che, ha sottolineato, non può che passare dal confronto tra imprese, istituzioni e parti sociali.

Nel ragionamento del presidente di Confindustria Alto Adige entrano anche i temi del lavoro e della demografia. Da un lato, ha ribadito il ruolo dell’industria come settore capace di offrire occupazione qualificata e salari competitivi; dall’altro, ha indicato nella questione abitativa uno dei principali ostacoli alla capacità di trattenere giovani e attrarre professionalità. Per Rieper, il costo degli alloggi resta uno dei nodi più urgenti da affrontare per rafforzare l’attrattività del territorio.

Nella parte finale del discorso, l’accento si sposta sul capitale umano, sulla partecipazione femminile al lavoro e sulla necessità di attrarre persone qualificate da fuori provincia. L’Alto Adige, nella visione proposta all’assemblea, deve rafforzarsi come terra aperta, innovativa e industriale, capace di valorizzare competenze, fiducia e libertà d’impresa. «Siamo a un punto di svolta», ha detto Rieper, indicando nella capacità di trasformare le difficoltà in opportunità la cifra con cui il sistema produttivo altoatesino intende affrontare i prossimi anni.

Nell’immagine in apertura, Alexander Rieper nel corso dell’intervento (credits Ufficio Stampa Confindustria Alto Adige)

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